tratto da https://www.greenpeace.org/italy/comunicato-stampa/31463/assolti-attivisti-di-greenpeace-che-avevano-protestato-contro-deforestazione-nel-2021-a-ravenna/
dall'articolo: "Si è conclusa con un’assoluzione l’ultima udienza del processo contro attivisti e attiviste di Greenpeace Italia che nel novembre 2021 avevano partecipato a un’azione di protesta nonviolenta presso lo stabilimento di Ravenna della multinazionale dell’agroalimentare Bunge, coinvolta nel commercio di prodotti legati alla deforestazione dell’Amazzonia.
Greenpeace Italia accoglie con soddisfazione l’assoluzione delle persone coinvolte, che conferma la piena legittimità e la natura nonviolenta dell’azione. La decisione ribadisce un principio fondamentale: denunciare la distruzione delle foreste e il legame tra i consumi europei e la deforestazione non può essere considerato un reato. In un contesto di crisi climatica e perdita accelerata di biodiversità, lo spazio democratico della protesta è essenziale. Greenpeace Italia continuerà a utilizzare l’azione diretta nonviolenta per chiedere giustizia climatica e impedire l’importazione di prodotti legati alla deforestazione.
«Nel novembre 2021 abbiamo scelto di rendere visibile un problema che continuava a rimanere nascosto: il legame tra le importazioni europee di soia, gli allevamenti intensivi e la distruzione di foreste ed ecosistemi fondamentali per il clima e la biodiversità. La protesta nonviolenta dei nostri attivisti e delle nostre attiviste era fondata su dati scientifici e sull’interesse della collettività. Il problema non è chi denuncia queste responsabilità, ma chi continua ad alimentarle», dichiara Giorgia Girometti, Co-direttrice Programma (Campagne, Attivismo e Volontariato) di Greenpeace Italia."
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