mercoledì 29 luglio 2026

L’Italia brucia, ma gli incendi boschivi non sono più solo un’emergenza estiva

 tratto da https://www.greenpeace.org/italy/storia/31503/italia-incendi-boschivi-emergenza/

dall'articolo di Martina Borghi, Greenpeace: "La crisi climatica non accende gli incendi, ma li rende più pericolosi
In Italia la maggior parte degli incendi è dovuta a…
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La crisi climatica non accende gli incendi, ma li rende più pericolosi

In Italia la maggior parte degli incendi è dovuta ad azioni umane: un mozzicone abbandonato, un fuoco per bruciare sterpaglie non gestito correttamente, un incendio doloso. 

Ma il riscaldamento globale sta modificando profondamente le condizioni in cui il fuoco si sviluppa: temperature più elevate, periodi di siccità più lunghi e vegetazione più secca aumentano la probabilità che un singolo innesco si trasformi in un incendio esteso e difficile da controllare.

Se quindi la crisi climatica non è la scintilla che accende il bosco, è il fattore che può trasformare un incendio in un evento molto più esteso e distruttivo

Gli incendi iniziano prima

I dati confermano che non si tratta di una percezione, ma di una tendenza ormai evidente.

Secondo il sistema europeo di monitoraggio satellitare EFFIS (European Forest Fire Information System), tra il 1 gennaio e l’8 luglio 2026 in Italia sono già andati in fumo 12.590 ettari di territorio, il 26% in più rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2006 e il 2025. Gli incendi rilevati sono stati 112, contro una media storica di 65.

Numeri che raccontano un inizio di stagione anomalo e confermano una tendenza che riguarda tutto il Mediterraneo: il rischio incendi non si concentra più soltanto nei mesi più caldi dell’estate, ma tende ad allungarsi nel tempo.

L’anticipo degli incendi significa che il territorio rimane esposto più a lungo: aumentano i giorni di rischio, cresce la pressione sui sistemi di prevenzione e aumenta la possibilità che singoli episodi si trasformino in emergenze complesse.

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Anche il 2025 è stato un anno terribile per gli incendi

I dati dell’ultimo rapporto ISPRA sugli incendi boschivi parlano chiaro: nel 2025 gli incendi hanno interessato 965 km² di territorio italiano, quasi il doppio rispetto al 2024. Si tratta del quinto valore più alto dal 2006, dopo gli anni 2007, 2017, 2021 e 2023.

Le regioni più colpite confermano una tendenza ormai strutturale: Sicilia, Calabria e Campania rappresentano insieme oltre il 70% della superficie forestale bruciata in Italia. La Sicilia, in particolare, è risultata la regione con la maggiore superficie percorsa dal fuoco per il quarto anno consecutivo.

Ma il dato più preoccupante riguarda gli ecosistemi più preziosi: nel 2025 oltre il 30% della superficie totale bruciata e il 38% della superficie forestale incendiata erano all’interno di aree naturali protette.

Non basta spegnere gli incendi: serve prevenzione

Ogni estate l’attenzione si concentra sulle operazioni di spegnimento: vigili del fuoco, volontari, mezzi aerei e squadre impegnate sul campo.

Ma affrontare gli incendi solo quando sono già iniziati significa intervenire troppo tardi. La prevenzione deve diventare il cuore delle politiche contro gli incendi boschivi: significa gestire meglio boschi e aree verdi, recuperare aree rurali abbandonate, ridurre l’accumulo di materiale vegetale secco, migliorare il monitoraggio del territorio e soprattutto intervenire nelle zone dove boschi e abitazioni sono sempre più vicini. È la stessa direzione indicata dal Dipartimento della Protezione Civile.

Serve inoltre investire nella tutela degli ecosistemi, perché boschi sani e resilienti sono una delle migliori difese naturali contro gli effetti della crisi climatica. Ma nessuna strategia di adattamento potrà essere sufficiente se non si affronta la causa alla radice: il cambiamento climatico. 

Ridurre rapidamente le emissioni di gas serra è fondamentale per limitare l’aumento delle temperature e il peggioramento delle condizioni che favoriscono incendi sempre più frequenti e intensi.

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Volunteer Firefighter during Bushfire in Snowy Mountains, Australia. © Kiran Ridley / Greenpeace

Proteggere le foreste significa proteggere il nostro futuro 

Gli incendi boschivi non sono semplicemente un’emergenza estiva. Sono uno dei segnali più visibili di un pianeta che sta cambiando. 

Sappiamo che la maggior parte degli incendi nasce dall’azione umana. Ma sappiamo anche che la crisi climatica li rende sempre più estesi, intensi e difficili da controllare.

Per questo non basta intervenire quando le fiamme sono già divampate. Servono politiche che mettano al centro la prevenzione, la tutela delle foreste e un’azione concreta contro la crisi climatica.

Proteggere le foreste significa difendere la biodiversità, il clima e la sicurezza delle persone. 

Significa impedire che incendi sempre più devastanti diventino la normalità.

Dobbiamo agire adesso. Aiutaci a difendere le foreste, a chiedere politiche più ambiziose per affrontare la crisi climatica e a proteggere gli ecosistemi da cui dipende il nostro futuro. Insieme, oggi, possiamo costruire il cambiamento di domani.

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