tratto da https://ambientenonsolo.com/le-parole-che-includono-e-quelle-che-escludono-una-ricerca-indaga-i-confini-invisibili-dello-spazio-pubblico/
Lo spazio pubblico non è mai neutrale
Ogni scelta riguardante l’organizzazione della città tende inevitabilmente a privilegiare alcuni usi dello spazio e a relegarne altri ai margini. Decidere quanto spazio assegnare alle automobili, al trasporto pubblico, ai pedoni, alle biciclette, alla socialità o al verde urbano non è soltanto una questione tecnica.
Sono decisioni che producono effetti concreti sulle persone e che possono intrecciarsi con disuguaglianze economiche, sociali, culturali e di genere. Possono rendere più semplice o più difficile raggiungere il luogo di lavoro, una scuola, un ospedale o un servizio pubblico. Possono aumentare l’autonomia delle persone oppure accrescerne la dipendenza dall’automobile e limitare le possibilità di movimento di chi non la possiede o non può guidarla.
La ricerca si concentra quindi sulla marginalizzazione sia fisica sia sociale, osservando le dinamiche discorsive e semiotiche che mantengono, legittimano o mettono in discussione discriminazioni ed esclusioni.
L’approccio è interdisciplinare e coinvolge linguistica, sociologia, studi letterari e culturali. L’obiettivo scientifico finale è la pubblicazione di un volume collettaneo in lingua inglese, ma il progetto punta anche ad aprirsi al territorio, alle associazioni e alle persone che, professionalmente o attraverso l’attivismo, si occupano di mobilità e spazio pubblico.
Quando gli obiettivi restano soltanto buone intenzioni
Gli interventi della mattinata del seminario sono stati dedicati soprattutto alle tecniche di analisi testuale applicate a grandi quantità di documenti.
Attraverso software specifici è possibile individuare la presenza o l’assenza di determinate parole, espressioni e associazioni linguistiche. Questi strumenti consentono di analizzare quantità di testi che non potrebbero essere affrontate con la sola lettura tradizionale e aiutano a comprendere non soltanto quali temi vengono menzionati, ma anche con quali sfumature, frequenze e collegamenti.
Dawid Krysiński, dell’Università di Breslavia, ha presentato uno studio sui Piani urbani della mobilità sostenibile polacchi, concentrandosi sui temi della discriminazione e dell’accessibilità.
Dall’analisi emerge che questi argomenti vengono spesso richiamati tra gli obiettivi generali dei piani, senza essere però accompagnati da indicatori, sistemi di misurazione o strumenti capaci di verificarne l’effettiva attuazione. Il rischio è che accessibilità, equità e inclusione rimangano nell’ambito delle dichiarazioni di principio, senza tradursi in una pianificazione realmente vincolante.
Il tema è particolarmente rilevante per i PUMS, che dovrebbero orientare le politiche della mobilità urbana non soltanto verso la riduzione delle emissioni, ma anche verso una maggiore accessibilità ai servizi e una distribuzione più equa delle opportunità di spostamento.
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