sabato 18 luglio 2026

Sicurezza stradale in Europa: il progetto Trendline mette in luce ritardi, disuguaglianze e rischi per gli utenti più vulnerabili

 tratto da https://ambientenonsolo.com/sicurezza-stradale-in-europa-il-progetto-trendline-mette-in-luce-ritardi-disuguaglianze-e-rischi-per-gli-utenti-piu-vulnerabili/

Sicurezza stradale in Europa: il progetto Trendline mette in luce ritardi, disuguaglianze e rischi per gli utenti più vulnerabili

I risultati del progetto europeo Trendline (2022–2025), pubblicati dalla Commissione europea, restituiscono un quadro articolato e per molti aspetti allarmante sullo stato della sicurezza stradale nell’Unione europea. Il lavoro, cofinanziato dall’UE, ha raccolto e analizzato i principali indicatori di prestazione (Key Performance Indicators, KPI) che supportano il quadro strategico europeo per la sicurezza stradale 2021-2030.

Uno dei dati più critici riguarda il mancato rispetto dei limiti di velocità, soprattutto nelle aree urbane. In numerosi Stati membri la compliance scende sotto il 50% sulle strade cittadine, ovvero negli spazi in cui la convivenza tra automobili, pedoni, ciclisti e micromobilità richiederebbe i più alti livelli di attenzione. Il risultato è un aumento del rischio di incidenti gravi per gli utenti più vulnerabili, in evidente contraddizione con gli obiettivi di sicurezza e di qualità dello spazio urbano.

Più confortanti, ma non privi di ombre, i dati sull’uso delle cinture di sicurezza. Se per i sedili anteriori i livelli di utilizzo superano spesso il 95% sulle autostrade, la situazione cambia radicalmente sui sedili posteriori: in alcuni Paesi meno della metà degli occupanti utilizza la cintura, sottovalutando un fattore di rischio ancora determinante in caso di incidente. Analoga criticità emerge per i sistemi di ritenuta per bambini, frequentemente installati o utilizzati in modo scorretto, vanificando parte della protezione prevista.

Il progetto Trendline conferma invece il successo delle politiche sull’uso del casco per motociclisti, con livelli di adesione prossimi al 100% nella quasi totalità dell’Unione europea, fatta eccezione per due Paesi. Tuttavia, anche in questo caso, il corretto allacciamento del casco non è sempre garantito. Ancora più marcate sono le differenze tra Stati membri sull’uso del casco in bicicletta, che varia da meno del 10% a oltre il 70%, riflettendo approcci culturali e normativi molto diversi.

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