tratto da https://ambientenonsolo.com/dati-ambientali-perche-conoscere-i-problemi-non-basta-per-decidere/
Dati ambientali, perché conoscere i problemi non basta per decidere

Dati scientificamente solidi, aggiornati e accessibili non producono automaticamente decisioni migliori. Tra la misurazione di un fenomeno ambientale e il cambiamento concreto delle politiche o dei comportamenti intervengono infatti interpretazioni, interessi, resistenze organizzative, disinformazione e meccanismi cognitivi. È il tema affrontato nel nono appuntamento del Triathlon ambientale 2026, promosso dal Tavolo Ambiente e Sostenibilità di Fondazione Italia Digitale, con Antonio Disi, ricercatore ENEA, e Marco Talluri, direttore di Ambientenonsolo, coordinato da Stefano Martello, coordinatore Tavolo Ambiente e Sostenibilità FID.
L’incontro, dedicato al rapporto tra comprensione e decisione, ha messo al centro una questione decisiva per la comunicazione ambientale: non basta produrre dati affidabili, occorre anche spiegare come sono stati costruiti, inserirli nel giusto contesto e comprendere dove si interrompe il percorso che dovrebbe trasformarli in azione.
Dietro ogni dato c’è una procedura
Un numero, da solo, non dice quasi nulla. Perché diventi informazione bisogna conoscere il fenomeno a cui si riferisce, l’unità di misura, il metodo utilizzato e il valore con cui deve essere confrontato.
Talluri ha richiamato l’esempio delle acque di balneazione. Per stabilire se sia possibile fare il bagno in sicurezza non basta prelevare dell’acqua e analizzarla. Le norme definiscono i parametri microbiologici da controllare, i punti e le modalità di campionamento, la conservazione dei campioni e le procedure di laboratorio.
L’attendibilità del risultato dipende dalla tracciabilità dell’intera filiera, dal prelievo alla pubblicazione. Ma anche un dato corretto racconta soltanto ciò che è stato misurato. Il rispetto dei parametri microbiologici non significa, ad esempio, che un tratto di mare sia privo di criticità chimiche o ambientali.
La comunicazione deve quindi chiarire non soltanto cosa dice il dato, ma anche quali aspetti della realtà restano fuori dalla misurazione.
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