domenica 1 ottobre 2017
Nella cava interravano anche i fusti, la scoperta avvenuta durante prelievi e carotaggi Aprilia - L’inquietante conferma ai peggiori sospetti. Ora le verifiche per capire se si tratta di materiali pericolosi
Quando l'escavatore ha portato alla luce i primi due fusti, i sospetti di molti, hanno trovato la conferma. Nella ex cava di pozzolana in via Corta, oltre ai rifiuti filmati e individuati dagli agenti della Polizia negli ultimi mesi, erano stati interrati anche in precedenza materiali potenzialmente inquinanti. Quanti sono, se due, una decina, un centinaio, al momento non è possibile nemmeno ipotizzarlo. Certo è che la scoperta effettuata l'altro pomeriggio dagli operai e dai tecnici apre ulteriori strade e possibilità di accertare un vero e proprio disastro ambientale. D'altronde è proprio per capire la natura di cosa è stato interrato per mesi che si è dato l'ok all'incidente probatorio e ai carotaggi seguito dai prelievi. Da un lato l'aspetto ambientale: capire cosa si possa essere disperso nel sottosuolo, cosa possa aver o meno raggiunto eventuali falde. Dall'altro quello prettamente penale con la possibilità, o meno, per la pubblica accusa, di contestare ai responsabili oltre al traffico di rifiuti, al loro interramento, il reato assai più grave di disastro ambientale. http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/57004/nella-cava-interravano-anche-i-fusti_-la-scoperta-avvenuta-durante-prelievi-e-carotaggi
La Redazione
quando c'era acqualatina, un dossier di oltre 10 anni fa tra acqua, affari, soldi, politica, la privatizzazione fatta dai soliti noti. Anche il giudice Antonio Lollo nella storia delle contestazioni. Si parlava di Paride Martella, Vincenzo Zaccheo, dell'avvocato Coronella, della Fibe Campania, della Impregilo, della USF SMOGLESS, di Veolia, di Altero Matteoli, della Compagnie generale des eaux, Vivendi, Ene Hydro, acquedotto pugliese, Italcogin, Emas, Severn Tren Water, Suez Lyonnaise des eaux, Saur International, Acea. Renato Gavasci, Alberto Stagno D'Alcontres, Giuseppe de Martino, Gianfranco Cavazzoni, Massimo de Marco, GORI, Procuratore capo Antonio Gagliardi, Claudio Fazzone, Armando Cusani, Giuseppe Simeone, Torelli, De Angelis, Mario Renzi, Raimondo Besson, Antonio Bucci, Luis Marie Pons, Giansandro Rossi, della Dondi, di Eni, Acque potabili spa, Giuseppe Antonio Pisante, famiglia Colucci, Waste management, Latina ambiente spa, Fabiani, Altelia. Pietro Colucci, Tecno trattamento rifiuti, Ercole Martelli, Ansaldo, Degremont - Suez, delle condanne di Alain Metz, Massimo de Carolis. Poi si parla del depuratore di Nosedo, Unieco, Grassetto costruzioni, Peschiera Borromeo, Acqua Holding spa, Indeco, della discarica di Borgo Montello, Paolo Scaroni, di Ilaria Alpi, di Gian Felice Rocca, Gianmario Roveraro, Silvano Morandi, Hydrolatina, Bernard Cyna, di Alessandro Pucci, Silla Tomassini, Carlo Pietralcini, Ruggero Mantovani, Roberto Lessio, Dario Cillerai, Francesco Parisi, Massimiliano Mugnai, dell'Aser
Pontinia era sindaco Giuseppe Mochi il 27 novembre 2005, la Trasco andava verso la liquidazione (secondo il quotidiano Latina Oggi), ma il Notaio non era stato interpellato e il tribunale di Latina aveva bocciato la ricapitalizzazione della maggioranza di destra. Pedretti chiedeva la palestra nel plesso di Quartaccio
WWF Isabella Pratesi La plastica racconta quello che uomo sta facendo al Pianeta...un vero e proprio biocidio. Uccidiamo la vita, ovunque.
https://twitter.com/IsabellaPratesi/status/914024056642469888

Assisi SVOLTA GREEN DEL SACRO CONVENTO PER LA SOSTENIBILITA' Il protocollo firmato al Ministero dell’Ambiente alla presenza del Ministro Galletti
E’ stato sottoscritto oggi alle 16.00, presso il Ministero dell’Ambiente, un protocollo d’intesa per un progetto di sostenibilità del complesso monumentale del Sacro Convento di Assisi tra Agenzia Regionale di Protezione Ambientale dell’Umbria, Sisifo e Custodia Generale del Sacro Convento alla presenza del Ministro Gian Luca Galletti In continuità con le attività già avviate o in fase progettuale, e in coerenza con i valori dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, la Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale dell’Umbria e con Sisifo – Sostenibilità e Resilienza, volto alla realizzazione di un progetto di sostenibilità unitario del complesso monumentale comprendente le basiliche, la tomba del Santo e il convento.
La comunità religiosa del Sacro Convento di Assisi, fedele all’originario carisma francescano, coltiva da sempre una spiccata sensibilità nei confronti delle azioni da avviare per la cura della casa comune. Per questo ha da tempo avviato un percorso di progressiva riduzione del proprio impatto ambientale, verso stili di vita e gestione del complesso monumentale più efficienti e sostenibili.
Presente alla firma il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, che definisce "importante questo protocollo per due motivi: perché porta avanti il processo di efficienza energetica su cui siamo già impegnati nel Complesso monumentale come in tutto il Paese e perché porta con sé un messaggio elevato di educazione ambientale, in linea con la storica Enciclica Laudato Si' di Papa Francesco".
“L’amore per l’ambiente, porta con sé valore e guadagno a più livelli - spiega padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi –: innanzitutto l’abbattimento dei costi e il rendimento dell’investimento (impiegare capitali per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale è il miglior investimento per l’uomo di oggi); poi il contributo concreto portato, attraverso la riduzione dell’impatto sull’ambiente, alla cura della casa comune che è la terra: infine il senso di coerenza e soddisfazione rispetto al manifesto originario dell’ecologia di Francesco rappresentato dal Cantico delle Creature, che ci ispira i valori fondamentali di pace e armonia tra noi e il creato. L’amore per l’ambiente aggiunge felicità all’esistenza umana”.
Il protocollo di intesa esprime l’intenzione di rendere più organici gli interventi di miglioria nell’utilizzo delle risorse materiali ed energetiche attraverso le competenze dei due partner selezionati. Nello specifico ARPA Umbria, sotto la guida del prof. Walter Ganapini, membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, ha già avviato le analisi dei dati sui consumi energetici ed idrici, come le analisi dei flussi di materia riguardanti l’intero complesso.
“La Terra – ha dichiarato il Direttore Generale di ARPA Umbria - è un sistema finito, dotato di una capacità limitata di rigenerazione delle risorse e di assorbimento dei rifiuti e la vita di sistemi sociali ed ecologici è possibile solo riconoscendo e rispettando i vincoli posti dall’ambiente naturale. La scelta del Sacro Convento, sottintende la consapevolezza di una responsabilità condivisa. Ognuno – continua Ganapini - deve sentirsi corresponsabile della esigenza di perseguire una sostenibilità fondata su equità intra- e inter-generazionale, orientata a migliorare il tenore di vita delle popolazioni più povere della Terra e delle generazioni future. Come Agenzia Regionale di Protezione Ambientale siamo davvero onorati di mettere a disposizione le nostre conoscenze per una comunità già punto di riferimento a livello mondiale”.
Il progetto trova in Sisifo il partner ideale per la cura del coordinamento e dello sviluppo della rete dei potenziali ulteriori partner: “In effetti – ha dichiarato Giuseppe Lanzi, Amministratore Delegato di Sisifo – più che un semplice progetto, quello iniziato ad Assisi è un vero e proprio cammino, vorrei dire pellegrinaggio di conversione ecologica, che ha l’ambizione di evolversi con ulteriori soggetti fino a diventare un modello replicabile sia in altri complessi monumentali, sia in importanti strutture meta di pellegrinaggi, ma anche in diverse tipologie di comunità chiuse. Lavorare sulla tomba di San Francesco e con la Comunità dei suoi frati – conclude Lanzi – è una grande responsabilità che accettiamo con la volontà di dare il massimo.”
Il piano di sostenibilità toccherà tutte attività del Convento, partendo dalla vita della comunità dei frati, per arrivare alla accoglienza dei pellegrini fino alle attività delle Basiliche di Assisi, allo scopo di identificare le migliori tecnologie e le più efficienti modalità operative di gestione con un basso impatto ambientale.
La comunità religiosa che custodisce la tomba di San Francesco, “esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità” (Laudato si’, 10), vuole essere a sua volta testimone di questa eredità carismatica del Poverello, il quale “ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà” (Laudato si’ 12): questo è il motivo per cui, attraverso il supporto dei partner individuati, la comunità intende recepire e diffondere iniziative di sensibilizzazione rivolte ai pellegrini e all’opinione pubblica sui grandi temi ambientali del nostro tempo e farsi luogo iniziale di sperimentazione per un vademecum che possa essere da guida e ispirazione per luoghi e comunità analoghe che vorranno intraprendere un percorso di cura della casa comune. http://www.sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/societa/il-sacro-convento-diventa-green-per-promuovere-la-sostenibilit%C3%A0-41622#.WdBfPdO0PIW
Padova, 27 macachi liberati dal laboratorio di vivisezione. “Non erano più impiegati in progetti di ricerca”
Diffuse le prime immagini. Gli animali dovevano essere utilizzati per xenotrapianti e nella fattispecie per una sperimentazione di trapianti di rene. Sono stati trasferiti da Venezie di Legnaro a un’oasi naturale del grossetano. La liberazione, secondo il direttore generale dell’Istituto in cui erano custoditi, è stata “fortemente voluta” perché oggi “determinati filoni non sono più attivi" Gabbia e torture addio. 27 macachi non saranno più cavie in uno stabulario ma vivranno liberi in un’oasi naturale del grossetano. Lo comunica la Lav (Lega Anti Vivisezione) che da circa due mesi è riuscita ad ottenere la più consistente liberazione di primati in Italia da un laboratorio di vivisezione. I macachi, di proprietà del Corit – Consorzio per la Ricerca sul Trapianto di Organi, erano imprigionati da diversi anni nello stabulario dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie di Legnaro (Padova). Da qui sono stati liberati e poi trasferiti a fine luglio 2017 con l’ausilio di personale specializzato nel Centro di Recupero di Animali Esotici di Semproniano in Maremma.
“Attenti e curiosi, i macachi hanno ben presto preso confidenza con la nuova condizione di vita in semi libertà”, ha affermato la biologa Michela Kuan, responsabile Lav Area ricerca senza animali. “Dopo le prime settimane di fisiologico adattamento ai nuovi spazi, i tre maschi sterilizzati a breve verranno uniti al gruppo più ampio delle femmine, in modo da ricomporre un gruppo sociale equilibrato che veda la presenza di entrambi i sessi con conseguenti ruoli e gerarchie. Tutta la colonia sta bene. Tutti hanno preso confidenza con i keeper, si fanno “viziare” con frutta secca e verdure oltre a farsi imboccare col pellet (mangime ad alto contenuto proteico)”.
Dopo le prime settimane di fisiologico adattamento ai nuovi spazi, i tre maschi sterilizzati a breve verranno uniti al gruppo più ampio delle femmine
A quanto riporta il Mattino di Padova, i 27 primati dovevano essere utilizzati per xenotrapianti e nella fattispecie per una sperimentazione di trapianti di rene. La liberazione, secondo il direttore generale dell’Istituto in cui erano prigionieri gli animali, è stata “fortemente voluta” perché oggi “determinati filoni di ricerca, come per esempio gli xenotrapianti non sono più attivi. Perciò questi macachi non erano impiegati e non c’erano progetti che ne prevedessero l’impiego”. Di tutt’altro avviso la portavoce della Lavdi Padova, Orietta Poletti, che ha dichiarato sempre al quotidiano padovano: “Non c’è mai una scelta etica dietro queste liberazioni, c’è semplicemente la presa d’atto che quel genere di esperimenti non funziona. Lo hanno capito a Modena, ora qui a Legnaro, speriamo presto anche a Ferrara dove ci sono sei esemplari ancora rinchiusi”.
La Poletti si riferisce alla liberazione del luglio 2016 di 16 macachi presenti nei laboratori dell’Università di Modena e finiti sempre nella struttura attrezzata di Semproniano grazie alla mediazione e intervento della Lav. Mentre dei macachi ancora prigionieri degli stabulari del Polo Biomedico dell’Università di Ferrara ne è stata chiesta a gran voce la liberazione dalle associazioni animaliste nel marzo 2017 con l’affissione di cartelli su muri e recinzioni del centro biomedico e sul portone di casa del responsabile di quelle ricerche. In quei giorni si scatenò una feroce polemica sui quotidiani estensi con l’intervento di Bruno Fedi, professore di urologia e anatomopatologo, che dalle colonne di QN spiegò che la sperimentazione animale è sì prescritta dalla legge, “ma è anche vero che dopo la Sperimentazione Animaleper eventuali farmaci, si effettuano prove sull’uomo. Ciò nonostante si riscontra un elevato numero di “effetti collaterali” indesiderati, che portano al ritiro o al cambiamento di indicazioni di migliaia di farmaci. Questo fatto denuncia l’insicurezza della metodica. Ma ai cittadini si dice che la sperimentazione animale è fatta per la sicurezza! Tale sicurezza si ha dopo la sperimentazione sull’uomo, che diventa la vera cavia inconsapevole, perché persuaso di essere al sicuro per la precedente Sperimentazione Animale”.
Bruno Fedi: “La sperimentazione animale fatta per la sicurezza? Quella si ha dopo i test sull’uomo, che diventa la vera cavia inconsapevole”
Allo stesso tempo, un convinto sostenitore della vivisezionesugli animali a fini medico-scientifici, il professor Giacomo Rizzolatti, del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Parma, in uno scritto rintracciabile online ha difeso i risultati dei propri esperimenti sui conigli, ha smontato i risultati dei “metodi alternativi” e ha criticato l’“equazione” tra bontà d’animo e antivivisezionismo citando il nazismo. “È stato talvolta suggerito che la ripulsa della sperimentazione animale da parte di una frazione consistente della popolazione sia dovuta a una maggiore sensibilità verso la sofferenza. In altre parole il mondo è diventato più buono. Per smontare l’equazione tra buoni ed antivivisezionisti basta esaminare chi siano i “buoni”. Per fare questo basta un esempio. Basta ricordare che uno dei primi atti del governo nazista appena eletto è stato quello si promulgare una legge a difesa degli animali”.
Secondo il Ministero della Salute il numero di animali usati per fini sperimentali nel 2015 è di quasi 600mila unità. La maggior parte di questi continuano ad essere i topi (oltre 373mila), i ratti(oltre 130mila) e i porcellini d’India con quasi 17mila cavie. E ancora: 31373 uccelli, 8837 conigli, 16603 pesci, ma anche 540 cani e 224 macachi. Anzi da due mesi 197. di Davide Turrini | 30 settembre 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/30/padova-27-macachi-liberati-dal-laboratorio-di-vivisezione-non-erano-piu-impiegati-in-progetti-di-ricerca/3887120/?utm_source=feedburner&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+IlFattoQuotidiano-Feed+%28Il+Fatto+Social+Feed%29
bonifica dei siti inquinati il ruolo tecnico di supporto e di controllo delle Agenzie ambientali
n tema di bonifica dei siti inquinati il ruolo tecnico delle Agenzie ambientali è fondamentale per garantire azioni adeguate di controllo e di supporto alle imprese e alle decisioni delle autorità amministrative. Non mancano criticità che potrebbero trovare soluzione con la piena applicazione delle legge 132/2016.
Articolo pubblicato in Ecoscienza 4/2017
A poco più di dieci anni dall’entrata in vigore del Dlgs 152/2006 che disciplina la bonifica dei siti contaminati (Titolo V), le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente vedono la propria azione incentrata su cinque grandi temi:
ruolo tecnico di conoscenza delle situazioni di contaminazione
ruolo tecnico di garanzia
ruolo tecnico di supporto alle decisioni
ruolo tecnico di supporto all’elaborazione di Linee guida del Sistema nazionale a rete di protezione dell’ambiente (Snpa)
ruolo tecnico di supporto alle imprese.Ne consegue che la conoscenza del territorio, propria delle Agenzie, rappresenta il pilastro su cui l’azione delle stesse è incentrata. Questo permette da un lato di garantire le dovute azioni di controllo e le più opportune azioni di garanzia, attraverso lo strumento della validazione, ai soggetti pubblici e privati variamente coinvolti. Ed è grazie alla loro presenza sul territorio che le Agenzie possono essere le artefici di quel ruolo tecnico di supporto alle decisioni da parte delle amministrazioni, variamente responsabili dei procedimenti di cui al Titolo V (ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Regioni, Province e Comuni), e di supportarle anche negli strumenti pianificatori.È in quest’ambito che il Sistema nazionale di protezione ambientale dovrà garantire una più capillare e uniforme presenza sul territorio anche attraverso la ridefinizione di Linee guida esistenti e/o promuovendone di nuove.
È, infine, attraverso tutti questi strumenti che le Agenzie potranno garantire anche un supporto alle imprese che vedranno uniformato l’operato del sistema agenziale sul territorio nazionale. I ruoli descritti sono stati riconosciuti dal legislatore che, dall’entrata in vigore del Dlgs 152/2006 a oggi, ha attribuito sempre maggior valenza alle azioni di organo di controllo delle Agenzie. Infatti, già il comma 12 dell’art. 242 del Dlgs 152/2006 prevedeva che le indagini e le attività istruttorie nei siti contaminati fossero svolte dalla Provincia, che si avvale della competenza tecnica dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Altrettanto importante risulta l’art. 248 del Testo unico ambientale quando specifica che il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa in sicurezza operativa, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato, siano accertati dalla Provincia mediante apposita certificazione, sulla base di una relazione tecnica predisposta dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente.
Le Agenzie rivestono, per il Testo unico ambientale, lo stesso ruolo anche nei confronti del ministero dell’Ambiente e della tutale del territorio e del mare ex art. 252.
Ma è con l’art. 242-bis (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica) che per la prima volta il legislatore affida un compito attivo e proattivo alle Arpa/Appa, definendo altresì le tempistiche entro le quali si svolge il loro operato e in assenza di un progetto precedentemente approvato. Ultimati infatti gli interventi di bonifica, l’interessato presenta il piano di caratterizzazione all’autorità di cui agli articoli 242 o 252 per verificare il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la specifica destinazione d’uso. L’esecuzione di tale piano è effettuata in contraddittorio con l’Agenzia territorialmente competente, che procede alla validazione dei relativi dati e ne dà comunicazione all’autorità titolare del procedimento di bonifica entro quarantacinque giorni. Detta validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente territorialmente competente – che conferma il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione dei suoli – costituisce certificazione dell’avvenuta bonifica dei suoli.
Ruolo medesimo è attributo alle Agenzie nell’applicazione dei disposti di cui all’art. 34 del Dl 133/2014 convertito in legge 164/2014. Nei siti inquinati, nei quali sono in corso o non sono ancora avviate attività di messa in sicurezza e di bonifica, possono infatti essere realizzate a specifiche condizioni alcune specifiche tipologie di interventi e opere (interventi e opere richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e infrastrutture, opere lineari necessarie per l’esercizio di impianti e forniture di servizi e, più in generale, altre opere lineari di pubblico interesse); in quest’ambito le Agenzie operano autonomamente entro il termine perentorio di trenta giorni concordando, ed eventualmente stabilendo, particolari prescrizioni in relazione alla specificità del sito e dell’intervento, nonché del piano di dettaglio della caratterizzazione nelle aree non ancora caratterizzate; nel caso in cui nell’area oggetto degli interventi o delle opere siano in corso attività di messa in sicurezza operativa il proponente, previa comunicazione all’Arpa/Appa da effettuarsi con almeno quindici giorni di anticipo, può avviare la realizzazione degli interventi e delle opere. In entrambi i casi l’unica interfaccia pubblica dei proponenti risiede nelle Agenzie, che grazie alle loro competenze tecniche possono garantire l’esecuzione delle opere previste.
Se comunque da un lato il legislatore attribuisce più precisi e puntuali compiti di controllo alle Agenzie, dall’altro le stesse si trovano spesso ad affrontare difficoltà nel rispetto alla garanzia delle tempistiche imposte, sia a livello istruttorio, sia per presenza sul territorio, sia per le analisi in contraddittorio.
È in questo contesto che la legge 132/2016 dovrebbe permettere – attraverso la predisposizione del catalogo delle prestazioni (attuale e in prospettiva) e attraverso le prestazioni minime garantite (Lepta) – di soddisfare le necessità dei responsabili dei procedimenti amministrativi e delle aziende, ma anche del decisore politico, ricercando un nuovo equilibrio tra la programmazione delle attività delle Agenzie tra centro e periferia.
Luca Marchesi – Presidente AssoArpa
www.assoarpa.it
Apri l’articolo (pdf) http://ambienteinforma-snpa.it/il-ruolo-tecnico-di-supporto-e-di-controllo-delle-agenzie-ambientali/
Vai a Ecoscienza 4/2017
Articolo pubblicato in Ecoscienza 4/2017
A poco più di dieci anni dall’entrata in vigore del Dlgs 152/2006 che disciplina la bonifica dei siti contaminati (Titolo V), le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente vedono la propria azione incentrata su cinque grandi temi:
ruolo tecnico di conoscenza delle situazioni di contaminazione
ruolo tecnico di garanzia
ruolo tecnico di supporto alle decisioni
ruolo tecnico di supporto all’elaborazione di Linee guida del Sistema nazionale a rete di protezione dell’ambiente (Snpa)
ruolo tecnico di supporto alle imprese.Ne consegue che la conoscenza del territorio, propria delle Agenzie, rappresenta il pilastro su cui l’azione delle stesse è incentrata. Questo permette da un lato di garantire le dovute azioni di controllo e le più opportune azioni di garanzia, attraverso lo strumento della validazione, ai soggetti pubblici e privati variamente coinvolti. Ed è grazie alla loro presenza sul territorio che le Agenzie possono essere le artefici di quel ruolo tecnico di supporto alle decisioni da parte delle amministrazioni, variamente responsabili dei procedimenti di cui al Titolo V (ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Regioni, Province e Comuni), e di supportarle anche negli strumenti pianificatori.È in quest’ambito che il Sistema nazionale di protezione ambientale dovrà garantire una più capillare e uniforme presenza sul territorio anche attraverso la ridefinizione di Linee guida esistenti e/o promuovendone di nuove.
È, infine, attraverso tutti questi strumenti che le Agenzie potranno garantire anche un supporto alle imprese che vedranno uniformato l’operato del sistema agenziale sul territorio nazionale. I ruoli descritti sono stati riconosciuti dal legislatore che, dall’entrata in vigore del Dlgs 152/2006 a oggi, ha attribuito sempre maggior valenza alle azioni di organo di controllo delle Agenzie. Infatti, già il comma 12 dell’art. 242 del Dlgs 152/2006 prevedeva che le indagini e le attività istruttorie nei siti contaminati fossero svolte dalla Provincia, che si avvale della competenza tecnica dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.
Altrettanto importante risulta l’art. 248 del Testo unico ambientale quando specifica che il completamento degli interventi di bonifica, di messa in sicurezza permanente e di messa in sicurezza operativa, nonché la conformità degli stessi al progetto approvato, siano accertati dalla Provincia mediante apposita certificazione, sulla base di una relazione tecnica predisposta dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente territorialmente competente.
Le Agenzie rivestono, per il Testo unico ambientale, lo stesso ruolo anche nei confronti del ministero dell’Ambiente e della tutale del territorio e del mare ex art. 252.
Ma è con l’art. 242-bis (Procedura semplificata per le operazioni di bonifica) che per la prima volta il legislatore affida un compito attivo e proattivo alle Arpa/Appa, definendo altresì le tempistiche entro le quali si svolge il loro operato e in assenza di un progetto precedentemente approvato. Ultimati infatti gli interventi di bonifica, l’interessato presenta il piano di caratterizzazione all’autorità di cui agli articoli 242 o 252 per verificare il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione della matrice suolo per la specifica destinazione d’uso. L’esecuzione di tale piano è effettuata in contraddittorio con l’Agenzia territorialmente competente, che procede alla validazione dei relativi dati e ne dà comunicazione all’autorità titolare del procedimento di bonifica entro quarantacinque giorni. Detta validazione dei risultati del piano di campionamento di collaudo finale da parte dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente territorialmente competente – che conferma il conseguimento dei valori di concentrazione soglia di contaminazione dei suoli – costituisce certificazione dell’avvenuta bonifica dei suoli.
Ruolo medesimo è attributo alle Agenzie nell’applicazione dei disposti di cui all’art. 34 del Dl 133/2014 convertito in legge 164/2014. Nei siti inquinati, nei quali sono in corso o non sono ancora avviate attività di messa in sicurezza e di bonifica, possono infatti essere realizzate a specifiche condizioni alcune specifiche tipologie di interventi e opere (interventi e opere richiesti dalla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti e infrastrutture, opere lineari necessarie per l’esercizio di impianti e forniture di servizi e, più in generale, altre opere lineari di pubblico interesse); in quest’ambito le Agenzie operano autonomamente entro il termine perentorio di trenta giorni concordando, ed eventualmente stabilendo, particolari prescrizioni in relazione alla specificità del sito e dell’intervento, nonché del piano di dettaglio della caratterizzazione nelle aree non ancora caratterizzate; nel caso in cui nell’area oggetto degli interventi o delle opere siano in corso attività di messa in sicurezza operativa il proponente, previa comunicazione all’Arpa/Appa da effettuarsi con almeno quindici giorni di anticipo, può avviare la realizzazione degli interventi e delle opere. In entrambi i casi l’unica interfaccia pubblica dei proponenti risiede nelle Agenzie, che grazie alle loro competenze tecniche possono garantire l’esecuzione delle opere previste.
Se comunque da un lato il legislatore attribuisce più precisi e puntuali compiti di controllo alle Agenzie, dall’altro le stesse si trovano spesso ad affrontare difficoltà nel rispetto alla garanzia delle tempistiche imposte, sia a livello istruttorio, sia per presenza sul territorio, sia per le analisi in contraddittorio.
È in questo contesto che la legge 132/2016 dovrebbe permettere – attraverso la predisposizione del catalogo delle prestazioni (attuale e in prospettiva) e attraverso le prestazioni minime garantite (Lepta) – di soddisfare le necessità dei responsabili dei procedimenti amministrativi e delle aziende, ma anche del decisore politico, ricercando un nuovo equilibrio tra la programmazione delle attività delle Agenzie tra centro e periferia.
Luca Marchesi – Presidente AssoArpa
www.assoarpa.it
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Aprilia discarica abusiva nella cava dismessa, con gli scavi, quando si vuole, emergono i fusti. Contro l'autostrada Roma Latina in piazza tutte le alternative. Le mani sul sistema Cisterna
https://www.facebook.com/latinaoggieditoriale/?ref=br_rs
ieri sera No all'autostrada Roma-Latina, la manifestazione di protesta in piazza del Popolo Latina - Molto applaudito il sindaco di Pomezia Fabio Fucci. Dal palco proposte alternative all'autostrada
E' in corso in piazza del Popolo a Latina la manifestazione del Comitato No Corridoio che critica l'infrastruttura autostradale Roma-Latina. Sul palco allestito davanti all'Intendenza di Finanza si stanno alternando vari rappresentanti del mondo politico e dell'associazionismo movimentista contrari alla nuova opera che dovrà sostituire la Pontina. I promotori dell'evento, oltre a contestare l'opera da 2 miliardi di euro, avanzano proposte alternative, rispettose dell'ambiente e soprattutto più economiche. Si parla di una messa in sicurezza dell'attuale Pontina, col rifacimento completo del manto di asfalto e della realizzazione di un collegamento metropolitano tra Roma e Latina. Molto apprezzato dal pubblico l'intervento del sindaco di Pomezia Fabio Fucci.
Brevi attimi di tensione si sono vissuti quando un contestatore s'è avvicinato al palco urlando contro colui che stava parlando, prontamente bloccato dagli organizzatori. http://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/56989/no-allautostrada-roma-latina_-la-manifestazione-di-protesta-in-piazza-del-popolo
a 14 anni dalla più grande manifestazione mai svoltasi a Latina, con oltre 10 mila persone (per la Questura) sotto la grandine contro l'autostrada corridoio tirrenico meridionale, c'erano anche la bandiere dei Ds e Margherita (oggi pd) e c'era Claudio Moscardelli con la bandiera...
Molto applaudito il sindaco di Pomezia Fabio Fucci. Dal palco proposte alternative all'autostrada
LATINAOGGI.EU
“L’estrema orazio”, “l’ascriminante”, “l’ho esegue”: tutti ispettori di Polizia, In Edicola sul Fatto Quotidiano del 1 ottobre
L’inchiesta
Concorso da vice-ispettore: la Polizia spara (strafalcioni)
La selezione – Gli incredibili elaborati degli agenti (molti poi promossi): da “estrema orazio” a “che l’ho impartisce”. E tanti copiano dal web
di Thomas Mackinson e Ferruccio Sansa
L’ingegner Cementir di Marco Travaglio
Dev’essere un problema di correttore ortografico automatico. Tipo il T9 degli iphone, che ti scrive “paura” se vuoi dire “scusa”, che ti fa dare fascisticamente del voi agli amici piazzando “vi” al posto del “ti”, che ti sostituisce “farei” con “ebrei” e addirittura “complimenti” con un misterioso “ampliodoti”. Per non parlare di “copia” che diventa […]
L’inchiesta di Firenze
“I giudizi a cacchio di cane”: così si valutavano i candidati
Le due incaricate di redigere i pareri sui concorrenti professori ammettono di “aver scelto le pubblicazioni a caso”. C’è chi ne fa due per la stessa persona: uno idoneo, l’altro no
di Antonio Massari
L’intervista
“Troppo caos, così rischiano anche le norme anti-mafia”
Raffaele Cantone – I timori del presidente Anac: “L’estensione dei sequestri alla corruzione può far riaprire lo scontro su tutto”
di Stefano Feltri
Forza Italia – Pd
In galera per 2 tonnellate di droga: promosso consigliere comunale
Recanati – Preso mentre caricava l’“erba” nel furgone. Per il comune è ok
di Lorenzo Giarelli
COMMENTI
Rimasugli
Com’è sta banca centrale? Indipendente! (Pure da te)
La domanda “come so’ ste olive?”, fin da Borotalco di Verdone, ha una riposta facile ed esaustiva: so’ greche. Pure se uno chiede “ma com’è sta banca centrale?” la replica è immediata. Gli studiosi della scuola economica “Maria Brega” di Tor Pagnotta e i politici di mezzo mondo la ripetono in coro: “È indipendente!”. Balla […]
Di Marco Palombi
L’invenzione del razzismo
Capitolo primo: il tricolore Da quando Italia è Italia gli italiani non sono mai stati amici intimi e fidati degli altri italiani. La spaccatura fra Nord e Sud era arrivata al punto dei memorabili cartelli sui portoni di Torino (anni 50): “Non si affitta ai napoletani”. C’è sempre stato in Italia il dominio (anche […]
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Il Vangelo della domenica
Ci sono, a volte, alcuni “sì” che nascondono altri e più gravi “no”…
“Un anziano disse: se qualcuno in qualunque modo pecca davanti a te, tu non giudicarlo, ma ritieniti più peccatore di lui; hai visto infatti il suo peccato, ma non ne hai visto il pentimento”. È uno dei Detti dei Padri del deserto (IX, 19) e con esso si potrebbe avviare un commento al racconto evangelico […]
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POLITICA
“Suburra”, dalla realtà in tv
Dopo il libro e il film, la serie. La lotta tra clan e poteri forti per il controllo del litorale romano ha ispirato negli anni autori e cineasti. Nel 2013 a inaugurare la saga che racconta anche gli affari attorno ad Ostia è stato Suburra, romanzo scritto per Einaudi da Giancarlo De Cataldo, giudice della […]
di RQuotidiano
LeccaLecca
Ma quant’è bella lady franceschini
“Bella, giovane, bruna”. Un esempio di “impegno e grinta”. Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera, dà fondo ad aggettivi e iperboli per descrivere su Io donna Michela Di Biase, capogruppo del Pd nel Comune di Roma, nonché moglie del ministro della Cultura Dario Franceschini. Meli trabocca di ammirazione, per questa dirigente dem che […]
di Fq
Come Venezia – Ha 230mila abitanti
Ostia, al voto il litorale dei clan. Il primo test per la giunta Raggi
Il 5 novembre urne per il presidente del X Municipio, sciolto per infiltrazioni della malavita
di Luca De Carolis e Andrea Managò
CRONACA
Scontri e polemiche
Proteste al G7 di Torino: 8 agenti feriti e un fermato
Un manifestante fermato, tre identificati e otto feriti tra le forze dell’ordine. È il bollettino dell’ultima giornata di proteste contro il G7 del Lavoro, terminato ieri mattina all’interno della reggia di Venaria (Torino). All’esterno, nel pomeriggio, i militanti del “Reset G7”, antagonisti guidati dal centro sociale Askatasuna, No Tav e Cobas, sigle della sinistra radicale, […]
di An. Gi.
ECONOMIA
A partire da oggi
Lotto & C., sale la tassa sulle vincite: esclusi poker e slot
Ai fortunati vincitori dei tanti giochi legali che spopolano in Italia non farà certo piacere, ma nelle casse dello Stato entreranno oltre 320 milioni in più nei prossimi tre anni: da oggi, infatti, raddoppia la cosiddetta “tassa sulla fortuna”, come previsto dalla manovra-bis varata a giugno, e passerà dal 6 al 12% che si applica […]
di RQuotidiano
Il commento
La carta che salva il giornalismo
Contro Google & C. – I gruppi editoriali hanno sbagliato tutto sul web e ora è tardi
di Iris Chyi
L’inchiesta
Da Veneto Banca ai vigneti: gli affari d’oro di Bruno Vespa
Tre bicchieri – Dopo aver venduto le azioni dell’istituto veneto prima che sprofondassero, il conduttore Rai si butta sui vini di pregio
di Marco Maroni
MONDO
Il commento
La favola di Davide e Golia che nasconde la bufala della libertà
L’invenzione della storia – Origini e scuse di un mito fondatore
di Daniela Ranieri
La storia
Indipendentisti sì, ma tanto amici del Cremlino
Ingerenze – La Brexit, il Front in Francia e ora la Spagna. Mosca fa leva sulle fratture dell’Europa
di Leonardo Coen
Barcellona
Seggi difesi come barricate, la Catalogna vota la rivolta
Oggi il referendum – Le forze di sicurezza impongono l’ordine di Madrid sigillando le sedi elettorali, ma la popolazione occupa gli edifici. Timore di scontri
di Elena Marisol Brandolini
CULTURA
L’incontro
“I nostri Pokemon sono nati dai banchi di scuola. E alla fine ci siamo riusciti”
Al Games Week a Milano – L’incontro con Shigeru Ohmori e Kazumasa Iwao, i due creatori dei giochi
di Guido Biondi
L’intervista
“Oggi il passato è puro nulla… Mi occuperò del presente”
Marco Tullio Giordana – “Un film su Aldo Moro? I ragazzi, ma anche i trentenni, non sanno neanche chi era”
di Paolo Isotta
L’intervista
“Per strada mi pregano: ‘Mi dà della merdaccia?’ Con Villaggio mai a cena”
Anna Mazzamauro – “A volte il personaggio della signorina Silvani l’ho veramente detestato”
Concorso da vice-ispettore: la Polizia spara (strafalcioni)
La selezione – Gli incredibili elaborati degli agenti (molti poi promossi): da “estrema orazio” a “che l’ho impartisce”. E tanti copiano dal web
di Thomas Mackinson e Ferruccio Sansa
L’ingegner Cementir di Marco Travaglio
Dev’essere un problema di correttore ortografico automatico. Tipo il T9 degli iphone, che ti scrive “paura” se vuoi dire “scusa”, che ti fa dare fascisticamente del voi agli amici piazzando “vi” al posto del “ti”, che ti sostituisce “farei” con “ebrei” e addirittura “complimenti” con un misterioso “ampliodoti”. Per non parlare di “copia” che diventa […]
L’inchiesta di Firenze
“I giudizi a cacchio di cane”: così si valutavano i candidati
Le due incaricate di redigere i pareri sui concorrenti professori ammettono di “aver scelto le pubblicazioni a caso”. C’è chi ne fa due per la stessa persona: uno idoneo, l’altro no
di Antonio Massari
L’intervista
“Troppo caos, così rischiano anche le norme anti-mafia”
Raffaele Cantone – I timori del presidente Anac: “L’estensione dei sequestri alla corruzione può far riaprire lo scontro su tutto”
di Stefano Feltri
Forza Italia – Pd
In galera per 2 tonnellate di droga: promosso consigliere comunale
Recanati – Preso mentre caricava l’“erba” nel furgone. Per il comune è ok
di Lorenzo Giarelli
COMMENTI
Rimasugli
Com’è sta banca centrale? Indipendente! (Pure da te)
La domanda “come so’ ste olive?”, fin da Borotalco di Verdone, ha una riposta facile ed esaustiva: so’ greche. Pure se uno chiede “ma com’è sta banca centrale?” la replica è immediata. Gli studiosi della scuola economica “Maria Brega” di Tor Pagnotta e i politici di mezzo mondo la ripetono in coro: “È indipendente!”. Balla […]
Di Marco Palombi
L’invenzione del razzismo
Capitolo primo: il tricolore Da quando Italia è Italia gli italiani non sono mai stati amici intimi e fidati degli altri italiani. La spaccatura fra Nord e Sud era arrivata al punto dei memorabili cartelli sui portoni di Torino (anni 50): “Non si affitta ai napoletani”. C’è sempre stato in Italia il dominio (anche […]
Di Furio Colombo
Il Vangelo della domenica
Ci sono, a volte, alcuni “sì” che nascondono altri e più gravi “no”…
“Un anziano disse: se qualcuno in qualunque modo pecca davanti a te, tu non giudicarlo, ma ritieniti più peccatore di lui; hai visto infatti il suo peccato, ma non ne hai visto il pentimento”. È uno dei Detti dei Padri del deserto (IX, 19) e con esso si potrebbe avviare un commento al racconto evangelico […]
Di Mons. Marcello Semeraro*
POLITICA
“Suburra”, dalla realtà in tv
Dopo il libro e il film, la serie. La lotta tra clan e poteri forti per il controllo del litorale romano ha ispirato negli anni autori e cineasti. Nel 2013 a inaugurare la saga che racconta anche gli affari attorno ad Ostia è stato Suburra, romanzo scritto per Einaudi da Giancarlo De Cataldo, giudice della […]
di RQuotidiano
LeccaLecca
Ma quant’è bella lady franceschini
“Bella, giovane, bruna”. Un esempio di “impegno e grinta”. Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera, dà fondo ad aggettivi e iperboli per descrivere su Io donna Michela Di Biase, capogruppo del Pd nel Comune di Roma, nonché moglie del ministro della Cultura Dario Franceschini. Meli trabocca di ammirazione, per questa dirigente dem che […]
di Fq
Come Venezia – Ha 230mila abitanti
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di Luca De Carolis e Andrea Managò
CRONACA
Scontri e polemiche
Proteste al G7 di Torino: 8 agenti feriti e un fermato
Un manifestante fermato, tre identificati e otto feriti tra le forze dell’ordine. È il bollettino dell’ultima giornata di proteste contro il G7 del Lavoro, terminato ieri mattina all’interno della reggia di Venaria (Torino). All’esterno, nel pomeriggio, i militanti del “Reset G7”, antagonisti guidati dal centro sociale Askatasuna, No Tav e Cobas, sigle della sinistra radicale, […]
di An. Gi.
ECONOMIA
A partire da oggi
Lotto & C., sale la tassa sulle vincite: esclusi poker e slot
Ai fortunati vincitori dei tanti giochi legali che spopolano in Italia non farà certo piacere, ma nelle casse dello Stato entreranno oltre 320 milioni in più nei prossimi tre anni: da oggi, infatti, raddoppia la cosiddetta “tassa sulla fortuna”, come previsto dalla manovra-bis varata a giugno, e passerà dal 6 al 12% che si applica […]
di RQuotidiano
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di Iris Chyi
L’inchiesta
Da Veneto Banca ai vigneti: gli affari d’oro di Bruno Vespa
Tre bicchieri – Dopo aver venduto le azioni dell’istituto veneto prima che sprofondassero, il conduttore Rai si butta sui vini di pregio
di Marco Maroni
MONDO
Il commento
La favola di Davide e Golia che nasconde la bufala della libertà
L’invenzione della storia – Origini e scuse di un mito fondatore
di Daniela Ranieri
La storia
Indipendentisti sì, ma tanto amici del Cremlino
Ingerenze – La Brexit, il Front in Francia e ora la Spagna. Mosca fa leva sulle fratture dell’Europa
di Leonardo Coen
Barcellona
Seggi difesi come barricate, la Catalogna vota la rivolta
Oggi il referendum – Le forze di sicurezza impongono l’ordine di Madrid sigillando le sedi elettorali, ma la popolazione occupa gli edifici. Timore di scontri
di Elena Marisol Brandolini
CULTURA
L’incontro
“I nostri Pokemon sono nati dai banchi di scuola. E alla fine ci siamo riusciti”
Al Games Week a Milano – L’incontro con Shigeru Ohmori e Kazumasa Iwao, i due creatori dei giochi
di Guido Biondi
L’intervista
“Oggi il passato è puro nulla… Mi occuperò del presente”
Marco Tullio Giordana – “Un film su Aldo Moro? I ragazzi, ma anche i trentenni, non sanno neanche chi era”
di Paolo Isotta
L’intervista
“Per strada mi pregano: ‘Mi dà della merdaccia?’ Con Villaggio mai a cena”
Anna Mazzamauro – “A volte il personaggio della signorina Silvani l’ho veramente detestato”
di Alessandro Ferrucci di RQuotidiano | 1 ottobre 2017 http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/01/in-edicola-sul-fatto-quotidiano-del-1-ottobre-lestrema-orazio-lascriminante-lho-esegue-tutti-ispettori-di-polizia/3887888/
La Regione sui rifiuti ha gettato la maschera
E’ tornato a chiedere lumi alla Regione Lazio, mettendo nero su bianco alcuni passaggi normativi dubbi, il patron di Rida Ambiente Fabio Altissimi. L’ultimo fianco è stato prestato proprio dalla Regione Lazio, precisamente dalla commissione Ambiente che, il 27 settembre scorso, si è riunita alla presenza di alcuni sindaci e comitati cittadini della provincia per discutere del caso Sep.
“Da quel che ho letto sui giornali, e che non risulta essere stato smentito, l’Arpa in quell’incontro avrebbe ribadito che l’impianto in questione, autorizzato il 17 giugno a incamerare 50 tonnellate di rifiuto organico al giorno in più, in un controllo del 2016 sarebbe risultato produrre compost non conforme alla normativa. Se le cose stessero come riportato dalla stampa, mi sembra che il Presidente della Regione e i funzionari competenti dovrebbero fornire delle spiegazioni all’opinione pubblica. Alla Rida è stato vietato di ricevere rifiuto organico sulla base di un controllo Arpa (eseguito nove mesi prima e poi smentito dalle verifiche effettuate in contraddittorio con la stessa Arpa su disposizione del TAR) che indicava come superiore al limite consentito un indice respirometrico. Perché invece al controllo che sarebbe stato eseguito da Arpa presso un altro impianto, e da cui sarebbero emerso che il rifiuto prodotto non era conforme alla normativa, non sono seguiti provvedimenti della Regione?”.
Anche sui tempi di autorizzazione, però, la Regione dovrebbe arrivare fornire chiarimenti: “Sempre dagli organi di stampa apprendiamo che modifiche alle autorizzazioni possono avvenire anche in 72 ore. Perché allora abbiamo aspettato più di 500 giorni per ricevere un preavviso di rigetto sul progetto della discarica Paguro? Parere preliminare negativo nel quale l’area valutazione impatto ambientale non sembra nemmeno aver valutato la parte tecnica, e soprattutto la parte economica, visto che Paguro costava la metà delle discariche che operano attualmente nel Lazio?”.
Non manca una stoccata ai tanti detrattori di Rida: “Molti, a iniziare dalla politica e mi riferisco non solo al Pd ma anche al M5s, hanno nel tempo attaccato Rida definendola inquinante e contraria ai dettami dell’ambientalismo. Perché quegli stessi movimenti non appaiono così accaniti contro la scelta della Regione Lazio di autorizzare nuovi tritovagliatori? Se noi inquiniamo, e i rifiuti li trattiamo trasformandoli in prodotto utile al recupero energetico, si figuri un impianto che sminuzza il rifiuto tal quale per poi gettarlo tutto in discarica. Perché, se è vero ciò che si legge sui giornali ossia che rifiuto non ancora trasformato in compost è stato sversato sui terreni, questi movimenti non hanno gridato allo scandalo?”
“Sembra che il male assoluto, nel sistema dei rifiuti, sia l’impianto Tmb di Rida. Eppure è proprio Rida, e solo lei, che da mesi lancia l’allarme sulla delibera 199 del 2016 che prevede la possibilità di ampliare le discariche esistenti, quindi Malagrotta e Montello per fare un esempio che ci riguarda da vicino. Una delibera che sarà probabilmente uno degli ultimi atti della giunta Zingaretti prima delle elezioni. Le discariche servono e nemmeno una è stata autorizzata e guarda caso, nelle ultime settimane, è stata data notizia della messa in vendita della parte pubblica di Eco Ambiente, la società che gestisce la discarica di Borgo Montello. Una società che, allo stato dei fatti, non potrebbe fare alcunché ma che è stata considerata valere due milioni di euro, e non stiamo parlando certo di un quadro antico. Sembrerebbe quindi che la Regione preferisca mega invasi inquinanti che discariche controllate più piccole e meno onerose. Un indirizzo che non capiamo ma del quale non potremo che prendere atto anche noi per continuare a operare”. https://www.facebook.com/notes/rida-ambiente-srl/la-regione-sui-rifiuti-ha-gettato-la-maschera/1759712957662026/
da Roma ladrona a lega sprecona (dei soldi dei cittadini) AUTONOMIA FISCALE Si può anche senza urne Maroni e Zaia, 40 milioni per il referendum inutile

I presidenti leghisti di Lombardia e Veneto puntano sulla consultazione. Il loro collega dell’Emilia Romagna li informa: “La riforma del Titolo V della Carta ci consente di trattare subito col governo”. Ma senza spot elettorale
FRANCESCO RUTELLI “Renzi, meno treni e più piedi. Torno? Mai dire mai...”
IL PARTITO DELL’IMPUNITÀ La maggioranza rilancia la sanatoria Falanga Torna la legge salva-abusi edilizi Confindustria difende i corrotti Dimenticati i crolli di Ischia, le norme anti-demolizioni arrivano alla Camera. Codice antimafia, gli industriali: “Stravolto lo Stato di diritto”. Cemento sporco, i vertici Cementir sapevano
MASSIMO D’ALEMA “Per dividermi da Pisapia in campo editori e lobby Pd”
La madre di Rege n i :“A Bruxelles per il docufilm su nostro figlio, su 130 presenti solo 5 o 6 europarlamentari: una vergogna”.“Verità per Giulio” solo a chiacchiere
“ATTACCHI ACUSTICI” Usa: stop viaggi a Cuba, ritirati i diplomatici
CONCORSI TRUCCATI “Devi ringraziare” L’allieva genuflessa davanti al barone
I BLABLABLA SULLO IUS SOLI E LE “RISP OSTE” DEI VIOLENTI » ANTONIO PADELLARO P ensiamo davvero che lo sdegno che nutriamo per i fascisti che impediscono l’ingresso nelle case popolari delle famiglie di immigrati aventi diritto sia largamente condiviso?
STAMPA E REGIME Roma batte Milano Due falsi e due misure: Sala zero tituli, Raggi mille
GUGGENHEIMNew York, il museo alla fine toglie le 3 opere “incriminate” ANIMALISTI CONTRO L’ARTE DA CANI » SILVIA D’ONGHIA F ino a che punto può spingersi l’arte? Esiste un limite alla libertà di espressione artistica? È meglio che un’opera contemporanea desti clamore e polemiche, che scandalizzi e faccia pensare o sono preferibili pitture, sculture e installazioni che riconciliano col mondo? Queste domande sono eterne e le risposte non esistono in via assoluta. L’arte è arte e farà sempre parlare di sé, nel bene e nel male. Così, nell’era della post nudità, quando – è accaduto anche in Italia – si è ricominciato a coprire capezzoli e a censurare i nudi sui social network, si è già aperta una nuova frontiera: artisti contro animalisti. In questo caso, la partita è stata vinta dalla squadra fuori casa. Il Guggenheim di New York ha dovuto cedere alle pressioni degli attivisti per i diritti degli animali e ha ritirato tre opere dall’esposizione che parte il prossimo 6 ottobre.
tratto da www.ilfattoquotidiano.it
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