L’attività della discarica di Borgo Montello è iniziata l’11 agosto 1971.
Il 9 gennaio 2016 sequestrato l’invaso di Indeco dalla
procura di Latina per esaurimenti volumi, già dichiarato in precedenza dalla
società. Il 5 ottobre 2016 la società Ecoambiente ga dichiarato l’esaurimento
dei volumi nel nuovo e distinto invaso.
La commissione bicamerale contro le ecomafie concludeva:
“7.4 L’attività d’indagine svolta dalla Commissione
La Commissione ha svolto uno specifico approfondimento
d’indagine sullo
sversamento e interramento di rifiuti pericolosi nell’area
di Borgo Montello.
L’eventuale presenza di scorie di origine industriale può
comportare - come è evidente
- la necessità di interventi di bonifica ben differenti
rispetto a quelli fino ad oggi ipotizzati, che prendono in considerazione la
sola contaminazione da rifiuti solidi urbani340.
E’ bene poi ricordare come l’unico intervento di messa in
sicurezza realizzato nell’area fino ad oggi (realizzazione di un polder da
parte della società Ecoambiente S.r.l., su progetto del professor Gianmario
Baruchello del 1998) si basa su una analisi dei dati che escludeva la presenza
di rifiuti pericolosi di origine industriale. Tale intervento è, tra l’altro,
oggi contestato nell’ambito del procedimento penale in corso davanti al tribunale
di Latina per avvelenamento delle acque, del quale si è detto in precedenza.
Per quanto riguarda l’area “B2”, come abbiamo visto, i
documenti acquisiti hanno consentito di almeno definire con un certo grado di
certezza il tipo di rifiuto conferito negli anni ‘90, delimitando l’area, il
periodo storico e gli attori”
E’ in corso, presso il Tribunale di Latina il procedimento
penale n. 849 del 2005 RGNR 2259/05 per l'inquinamento delle falde dentro e
fuori la discarica di Borgo Montello contro Ecoambiente che dopo oltre 20 anni
ha subìto l’ennesimo rinvio di udienza al 2027.
Secondo uno dei consulenti della Procura nell’ambito del
procedimento penale, il professore di Ingegneria Chimico-Sanitaria
dell’Università Parthenope di Napoli, ora pensionato, Rodolfo Napoli “la
falda è inquinata da tempo immemore e non si può prevedere cosa succederà tra
diversi anni quando, come ce ne fosse ancora bisogno, l’inquinamento presenterà
il conto anche in termini di salute umana, coltivazioni e allevamento del
bestiame. Anche perché – uno dei punti fondamentali della testimonianza –
l’inquinamento della falda ha raggiunto il fiume Astura. Una sorta di flusso
carsico di degrado ambientale che, secondo, il professore, andrà avanti per gli
anni a venire.”
Nella costituzione di parte civile della Regione Lazio
depositata nella cancelleria del Tribunale di Latina del 7 maggio 2015, si
dichiara:
“l’impatto ambientale che la discarica ha determinato
sulle falde acquifere, sul fiume Astura e di conseguenza sulla salute dei
residenti specificatamente del comprensorio di Borgo Montello, ha cagionato un
grave pregiudizio economico residenti e delle produzioni agricole che insistono
in quell’area e di conseguenza anche alla regione Lazio che ha sempre
perseguito l’obiettivo dello sviluppo economico e del miglioramento della
qualità della vita della popolazione secondo criteri di compatibilità ecologica
e di agricoltura sostenibile basandosi alle effettive esigenze e vocazioni dei
territori e delle rispettive comunità.
E’ evidente come le azioni poste in essere dagli odierni
imputati abbiano creato un grave pregiudizio economico per il sistema regionale
del Lazio che concorre al raggiungimento degli obiettivi di tutela della salute
dei cittadini. Ne deriva dunque che ove vi sia un danno all’ambiente e al
territorio con conseguente pericolo per la salute pubblica scaturita da azioni
illecite predisposte dai singoli imputati via sia un danno diretto alla
costituenda parte civile. … attesa l’adulterazione delle acque di falda a causa
della fuoriuscita del percolato altamente tossico. L’intera vicenda sopra
descritta appare gravissima, poiché le condotte degli imputati hanno inciso su
un bene primario come la salute causando, anche per questo, un danno di
gravissima entità e di allarme sociale”.
Quello che c’è da chiedersi è come mai la regione Lazio
non abbia attuato la gestione post mortem (come avrebbe dovuto all’esaurimento
dei volumi autorizzati), imposto la bonifica delle falde risultate inquinate
anche secondo le ultime analisi condotte dall’Arpa Lazio e non abbia incassato
la fideiussione e chiesto il conto dei fondi post mortem che per decenni i
comuni hanno elargito a pieno mani, tassando i cittadini.
Sempre dalla commissione bicamerale contro le ecomafie a
proposito di Borgo Montello: La procura presso la pretura di Latina già
dal maggio 1992 aveva aperto un fascicolo
d’indagine, ricevendo una prima comunicazione di notizia
di reato dalla polizia
provinciale (la ricostruzione degli atti presenti nel
fascicolo viene svolta dai consulenti
nonché nella citata sentenza nei confronti di Adriano
Musso e la sentenza del 1997). Già
in quell'anno un consulente del pubblico ministero aveva
compiuto degli accertamenti,
come è possibile leggere dalle motivazioni della sentenza:
“Nei sopralluoghi compiuti nel 1992 (dal marzo al
settembre), il consulente aveva
verificato che, nella predetta discarica, vi erano anche
fanghi di depurazione
provenienti dalla produzione di composti farmaceutici e
chimici, residui di verniciatura
ed altri materiali ricompresi nella categoria dei rifiuti
tossico-nocivi […] Secondo il
consulente, le caratteristiche di permeabilità, capacità
di ritenzione e assorbimento del
terreno in questione non erano tali da preservare le acque
superficiali e di falda,
condizione per lo smaltimento di rifiuti tossico-nocivi”.
Come non ricordare poi la
presenza dei Casalesi, la mafia che definiva “Latina provincia di Casale” dove
sembra avvenissero incontri tra mafiosi e politici, l’inchiesta e la certezza
della presenza di fusti tossi, di rifiuti nucleari secondo Schiavone, la morte
senza giustizia di Don Cesare Boschin.
Il comune
di Latina, nel 2012, giunta Di Giorgi, riconosceva le malattie, le morti, i
danni, la servitù di un’aria irrespirabile, di un ambiente incompatibile con la
residenza e l’agricoltura secondo la ASL.
(le prime 4 foto sono di Vincenzo Serra anni '94/95 che si ringrazia per la gentile concessione. L'immagine a colori durante gli scavi nell'invaso Essezero di 10 anni fa. La foto aerea in basso rappresenta i primi invasi all'inizio dell'attività della discarica)
Il comune
di Latina aveva quindi avviato la procedura di risarcimento a favore delle
famiglie che erano sul posto prima della discarica e che ne hanno subito
cattivi odori e inquinamento, perdita di valore e di salute. Ma tale procedura
si è interrotta con la caduta della maggioranza Di Giorgi.
Nel 1971 il sindaco di Latina era Vincenzo Tasciotti, in
carica dal 1967 al 1972, esponente della Democrazia Cristiana. Presidente della
Giunta Regionale del Lazio era Girolamo Mechelli, esponente della Democrazia
Cristiana. Il presidente del consiglio era il democristiano Emilio Colombo, a
guida di un governo di centro-sinistra organicamente formato da DC, PSI, PSDI e
PRI. Presidente della Repubblica (fino al 29/12/71) era Giuseppe Saragat. Tutti
nomi che probabilmente conoscono o ricordano in pochi, a dimostrazione che si
parla di un’altra era sociale. Al festival di Sanremo hanno vinto Nada e Nicola
di Bari con “il cuore è uno zingaro” con Lucio Dalla che cantava “4 marzo
1943”. Gustav Thöni vinceva la sua prima coppa del mondo, Eddy Merckx il suo
secondo titolo mondiale, Giacomo Agostini vinceva il decimo titolo mondiale.
Adriano Panatta vinceva il suo secondo titolo italiano. Questo può rendere, in
parte, l’idea di quanto tempo sia passato tra malattie, inquinamento e altri
disastri togliendo il presente e il futuro alle tante famiglie che abitavano da
decenni nella zona.
X i Cittadini e le famiglie di via Monfalcone che hanno
inviato la petizione al Parlamento Europeo e che sono state audite in
commissione ambiente al parlamento europeo, commissione bicamerale contro le
ecomafie, commissione ambiente al senato e audizioni alla regione Lazio
Giorgio Libralato
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