martedì 11 agosto 2026

Rinnovabili, lo scudo più efficace contro il caro-gas: in quattro mesi hanno fatto risparmiare 29 miliardi all’Europa

 tratto da https://ambientenonsolo.com/rinnovabili-lo-scudo-piu-efficace-contro-il-caro-gas-in-quattro-mesi-hanno-fatto-risparmiare-29-miliardi-alleuropa/

Rinnovabili, lo scudo più efficace contro il caro-gas: in quattro mesi hanno fatto risparmiare 29 miliardi all’Europa

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nei primi mesi del 2026 la volatilità del gas ha aumentato di circa 13 miliardi di euro il costo dell’elettricità all’ingrosso nell’Unione europea. Senza la crescita delle fonti rinnovabili registrata dal 2010, la bolletta sarebbe stata ancora più pesante. L’Italia resta tra i Paesi maggiormente esposti.

Le energie rinnovabili non rappresentano soltanto uno strumento per ridurre le emissioni climalteranti. Sono anche la principale difesa dell’Europa contro la volatilità dei prezzi del gas e le crisi geopolitiche che colpiscono i mercati internazionali dell’energia.

A evidenziarlo è il nuovo briefing dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), “Renewable electricity: best buffer against gas price volatility”, basato sui dati relativi alle prime 16 settimane del 2026 e su alcuni scenari controfattuali elaborati per misurare gli effetti del prezzo del gas e della crescita delle fonti rinnovabili.

Secondo l’analisi, entro la metà di aprile la volatilità del gas aveva già comportato per l’Unione europea un costo aggiuntivo di circa 13 miliardi di euro. Nello stesso periodo, lo sviluppo dell’elettricità rinnovabile avvenuto dal 2010 ha permesso di risparmiare circa 29 miliardi.

Quella che fino a pochi anni fa veniva considerata soprattutto una politica climatica si sta quindi rivelando, sottolinea l’EEA, una vera forma di assicurazione economica contro le oscillazioni dei combustibili fossili.

L’Europa resta dipendente dalle importazioni fossili

Nonostante i progressi compiuti nella transizione energetica, l’Unione europea continua a essere fortemente vulnerabile agli shock esterni. Nel 2024 le importazioni coprivano circa l’85% del gas e il 97% dei prodotti petroliferi consumati nell’UE.

Questa dipendenza espone cittadini, imprese e sistemi economici alle tensioni geopolitiche e alle conseguenti variazioni dei prezzi internazionali. Nel 2022, dopo la riduzione delle forniture russe, la spesa europea per le importazioni di combustibili fossili aveva raggiunto il 4% del prodotto interno lordo dell’Unione. Nel 2024 era scesa al 2%, mentre nel 2025 l’UE ha comunque speso circa 335 miliardi di euro per acquistare energia fossile dall’estero.

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