tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/08/ddl-caccia-ue-bocciatura-governo-notizie/8378475/
dall'articolo di Alberto Marzocchi: "Una lettera di richiamo – di fatto, una bocciatura – tenuta nascosta dal governo Meloni dallo scorso dicembre. La Commissione europea, attraverso la Direzione generale Ambiente, ha scritto al Mase per sottolineare come il ddl Malan, cioè la riforma sulla caccia sottoscritta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e fortemente voluta da Francesco Lollobrigida, rischi di entrare in conflitto con le normative Ue. Vale a dire con la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli. Con la conseguenza, per l’Italia, di finire sotto procedura d’infrazione. “Le modifiche proposte (alla 157/92, ndr) sollevano diverse preoccupazioni” scrivono da Bruxelles.
Leggendo il documento, per il ministero dell’Agricoltura – vero regista dell’operazione, insieme a Coldiretti – è una specie di Caporetto. La riforma viene bocciata su punti ritenuti fondamentali dal mondo venatorio e dai partiti che ne coltivano gli interessi. E solo così ci si spiega la ragione dietro la lentezza con la quale è stato approcciato l’iter del disegno di legge, che tornerà di nuovo nelle commissioni parlamentari il prossimo 13 di maggio. Dunque – forse – non è la maggioranza che ha paura di portare a compimento un progetto che una larga fetta di elettori disapprova, ma è l’intervento dell’Unione europea ad averne frenato il processo. E pensare che un anno fa lo stesso Lollobrigida, nella fase finale di stesura della riforma, aveva annunciato: “La nuova legge sarà approvata entro l’estate“.
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