tratto da https://ambientenonsolo.com/economia-circolare-in-europa-senza-persone-e-imprese-al-centro-la-transizione-rischia-di-rallentare/
Economia circolare in Europa: senza persone e imprese al centro la transizione rischia di rallentare

Rapporto European Environment Agency: per rendere concreta la svolta circolare servono regole efficaci, modelli di business scalabili e lavoro equo
L’economia circolare è una delle leve strategiche su cui l’Europa punta per ridurre l’uso di risorse, tagliare le emissioni e rafforzare la competitività industriale. Ma trasformare questa ambizione in realtà richiede un cambio di passo: mettere davvero al centro persone, imprese e lavoratori.
È il messaggio che emerge da due nuove analisi pubblicate dall’European Environment Agency (EEA) – Scaling circular business models in Europe – Just transition to a circular economy -, che evidenziano come la transizione circolare potrà avere successo solo se sarà capace di generare benefici concreti e condivisi.
Un potenziale enorme, ancora poco sfruttato
L’economia circolare promette molto: maggiore sicurezza delle risorse, riduzione dei rifiuti, nuove opportunità economiche e occupazionali. Secondo le stime europee, il solo settore della rigenerazione industriale potrebbe creare fino a 500.000 nuovi posti di lavoro entro il 2030.
Già oggi si registrano segnali positivi: tra il 2014 e il 2023 l’occupazione nei settori circolari è cresciuta del 10%, raggiungendo circa 4,4 milioni di posti di lavoro nell’Unione europea.
Eppure, il peso complessivo resta limitato:
- circa 2% dell’occupazione totale
- circa 1,8% del PIL europeo
Numeri che mostrano come la circolarità sia ancora confinata a nicchie, lontana da una diffusione su larga scala.
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