tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/30/crisi-alimentare-monocolture-fertilizzanti-biodiversita-news/8368183/
dall'articolo di Nadia D’Agaro: "Risale alla metà di aprile l’allarme della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), su una possibile crisi alimentare globale in seguito alla chiusura dello stretto di Hormuz e il conseguente mancato rifornimento di fertilizzanti chimici per l’agricoltura, ma non sono mancati gli avvertimenti degli scienziati sul pericolo di una agricoltura che sfrutta in modo massiccio, intensivo, scriteriato, il suolo: già nel 2006, cioè vent’anni fa, esce negli Usa il saggio di Michael Pollan, Il dilemma dell’onnivoro, il cui primo capitolo è dedicato a una pianticella, modesta, forte, assertiva e invadente, una superpianta: il mais: “Parte prima; La catena industriale: l’impero del mais; 1.Storia di una pianta; 2.La fattoria; 3.Il silo; 4.La fabbrica della carne. il feedlot…”
La “Corn Belt”, la “cintura del mais”, è una regione degli Stati Uniti medio-occidentali dove il mais è la coltura dominante, o meglio, la monocoltura dominante. E dove non si coltiva altro che una pianta, per nutrire gli animali d’allevamento intensivo, la biodiversità vegetale, che pure ha una ragione di esistere sulla Terra quanto la biodiversità animale, si ammala, deperisce, muore, e trascina con sé nella sua morte tutta la catena alimentare."

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