tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/02/intervista-a-fabrizio-battistelli-delliriad-per-le-finanze-dellue-il-piano-di-riarmo-2030-e-insostenibile/8405948/
dall'articolo di Michela AG Iaccarino: "Ottantaquattro miliardi: la cifra è mastodontica; quasi inimmaginabile. Ma ancor di più lo è un’altra: 119 miliardi. Questi numeri (sono previsioni ipotizzate in base all’andamento del Pil) sono quanto l’Italia dovrebbe destinare alla produzione di armamenti e spese militari. Sempre maggiori investimenti, in nome della tutela della sicurezza collettiva, vengono chiesti a tutti gli Stati Ue. Lo spiega Fabrizio Battistelli, professore onorario di Sociologia all’Università di Roma Sapienza e presidente e cofondatore di Iriad, Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo. Il prossimo 5 giugno, l’accademico esperto di sociologia dei conflitti e dei processi di pace, sarà alla Camera con l’eurodeputato della S&D Marco Tarquinio, per presentare il report commissionato da quest’ultimo, dal titolo Europa: quale difesa? Rapporto di ricerca di Archivio Disarmo.
Professore, come valuta l’ipotesi di un progressivo coinvolgimento di Kiev nei meccanismi della Difesa europea, secondo la proposta avanzata dal commissario europeo alla Difesa Kubilius?
L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, nel contesto attuale, è improponibile. Al di là delle numerose ragioni di ordine generale che l’adesione solleverebbe – a cominciare dalle conseguenze dell’adesione di un grande Paese, massimo produttore agricolo in Europa, tutte da negoziare – esistono norme, procedure e consolidate prassi politiche che impediscono l’ingresso di Stati coinvolti in conflitti armati nell’Unione europea, proprio come nella Nato. In prospettiva, l’entrata dell’Ucraina nell’Unione, invece che nella Nato, è una collaudata e ragionevole proposta avanzata da molti attori, ma purtroppo mai nel momento giusto.
In questa fase storica, particolarmente complessa e difficile per l’Unione, già segnata dalle conseguenze economiche della guerra in Ucraina e dell’instabilità in Medio Oriente, ritiene realistico il progetto di un significativo riarmo europeo?
Il riarmo, come delineato da Rearm Europe-Readiness 2030, è molto difficile da realizzare per i Paesi frugali con ampi spazi fiscali, ma è letteralmente impraticabile per economie fortemente indebitate come la nostra."
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