tratto da https://ambientenonsolo.com/un-cervello-antico-davanti-alla-crisi-climatica-perche-facciamo-fatica-a-reagire/
Un cervello antico davanti alla crisi climatica: perché facciamo fatica a reagire

Perché, nonostante le evidenze scientifiche sempre più chiare, facciamo ancora così fatica a reagire alla crisi climatica? Una possibile risposta arriva dalla psicologia e dall’economia comportamentale. Nel suo intervento “Un cervello antico per una sfida moderna”, il filosofo della scienza Matteo Motterlini propone una chiave di lettura semplice ma potente: il cambiamento climatico è una minaccia moderna che il nostro cervello, modellato da milioni di anni di evoluzione, fatica a riconoscere e affrontare.
Il problema non è solo politico o tecnologico. È anche cognitivo.
Una minaccia troppo lenta per attivare l’allarme
La mente umana è molto sensibile ai cambiamenti improvvisi: un rumore forte, un pericolo immediato, un evento improvviso. Questo tipo di segnali attiva automaticamente i nostri meccanismi di difesa.
Il cambiamento climatico, invece, agisce in modo diverso: è lento, graduale, distribuito nel tempo. Proprio per questo tende a sfuggire alla nostra attenzione.
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