sabato 13 giugno 2026

Nucleare in Italia, Energia per l’Italia: “Tecnologie inesistenti, costi folli e rischio di un doppio binario civile-militare”

 tratto da https://ambientenonsolo.com/nucleare-in-italia-energia-per-litalia-tecnologie-inesistenti-costi-folli-e-rischio-di-un-doppio-binario-civile-militare/


Nucleare in Italia, Energia per l’Italia: “Tecnologie inesistenti, costi folli e rischio di un doppio binario civile-militare”

Il network di scienziati indipendenti critica il rilancio del nucleare annunciato dal governo: piccoli reattori modulari e fusione non sarebbero soluzioni disponibili in tempi utili, mentre restano aperti i nodi di costi, scorie, sicurezza e dipendenza dall’estero.

Mentre il governo torna a proporre il nucleare come risposta ai problemi energetici del Paese, dal mondo scientifico arriva una critica netta. Il network Energia per l’Italia, che riunisce oltre cento scienziati indipendenti, contesta l’impostazione del programma atomico italiano, definendolo basato su tecnologie non ancora disponibili, costi incerti e rischi sottovalutati.

A intervenire sono, tra gli altri, Nicola Armaroli, chimico del Consiglio nazionale delle ricerche, Margherita Venturi, dell’Università di Bologna, e il fisico Vittorio Marletto. Il punto centrale della loro critica riguarda i cosiddetti piccoli reattori modulari, indicati spesso come una possibile alternativa alle grandi centrali nucleari tradizionali. Secondo Armaroli, però, queste tecnologie “non esistono” ancora come soluzione industriale disponibile, e non vi sarebbero elementi per sostenere che possano ridurre il costo dell’energia.

Il comunicato richiama anche i casi internazionali: negli Stati Uniti il progetto di NuScale è stato fermato dopo l’aumento dei costi, mentre in Francia anche Électricité de France avrebbe ridimensionato i propri programmi sui piccoli reattori modulari. Per Energia per l’Italia, quindi, il rischio è che il Paese insegua una promessa tecnologica lontana, invece di investire sulle soluzioni già mature.

Un altro nodo riguarda la sicurezza del territorio. Secondo Armaroli, per raggiungere gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima servirebbero fino a 120 piccoli reattori distribuiti in Italia. Una prospettiva che, secondo il network, sarebbe difficilmente compatibile con un territorio esposto a rischio sismico, frane e dissesto idrogeologico.

Nessun commento: