tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/06/03/gli-affari-sulla-rete-elettrica-dietro-i-blackout-di-torino/8406699/
dall'articolo di Nicola Borzi: "La causa dei black-out è l’obsolescenza delle reti. I cavi più vecchi sono meno resistenti allo stress termico causato dall’uso massiccio di condizionatori durante i picchi di calore estivi. Fin dal 2018 Arera ha varato studi sulla resilienza delle reti. Un indicatore chiave per la rete identificato dall’Autorità è l’indice del rapporto tra investimento e ammortamento: se maggiore di zero indica che si investe più di quanto la rete invecchia. Ma l’Authority non ha reso noti gli indici dei diversi operatori, rendendo difficile un confronto trasparente sulla diversa rotazione del capitale tra gli operatori.
Dal canto suo, Iren ribatte che “la politica dei dividendi non penalizza in alcun modo gli investimenti: investiamo complessivamente circa 1 miliardo l’anno. Nel 2025 agli interventi di manutenzione, sviluppo e rinnovo della sola rete elettrica di Torino sono stati dedicati 100 milioni. Il piano industriale 2025-30 rafforza ulteriormente questo impegno con oltre 515 milioni di investimenti dedicati alle reti elettriche torinesi, più del doppio rispetto al piano 2020-25, a conferma della priorità assegnata alla resilienza e affidabilità del sistema elettrico, a beneficio di territorio e cittadini. Inoltre il confronto tra Ireti e concorrenti va anche eseguito tenendo presente l’estensione complessiva delle reti: Ireti investe la cifra più alta del settore, circa 12.180 euro per km di rete. Gli eventi climatici estremi degli ultimi anni e i relativi picchi di domanda hanno fatto registrare criticità alle reti elettriche di tutte le grandi città. Per quest’estate Ireti ha attivato una task force dedicata, potenziando risorse, squadre tecniche e mezzi e migliorando la capacità di risposta ai guasti, dimezzando i tempi di ripristino rispetto ai black-out del 2025”.
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