tratto da https://ambientenonsolo.com/clima-disinformazione-e-guerra-ibrida-il-rapporto-francese-che-accende-i-riflettori-sulle-ingerenze-straniere/
Clima, disinformazione e guerra ibrida: il rapporto francese che accende i riflettori sulle ingerenze straniere

La crisi climatica non è soltanto una sfida ambientale, energetica o economica. Sta diventando sempre più anche un terreno di scontro geopolitico e informativo. A lanciare l’allarme è un nuovo rapporto dell’Observatoire Défense & Climat dell’Institut de Relations Internationales et Stratégiques (IRIS), realizzato per il Ministero delle Forze Armate francese, che analizza il ruolo crescente della disinformazione climatica nelle strategie di influenza e destabilizzazione condotte da attori statali e non statali.
Lo studio, intitolato “Désinformation climatique et guerre informationnelle : ingérences étatiques et enjeux sécuritaires”, propone una lettura innovativa del fenomeno: le questioni climatiche vengono considerate un nuovo fronte della cosiddetta “guerra informativa”, al pari di temi come migrazioni, sicurezza energetica o conflitti internazionali.
Secondo il rapporto, la manipolazione delle informazioni sul clima non è un fenomeno nuovo. Per decenni settori legati ai combustibili fossili hanno promosso campagne finalizzate a minimizzare o negare la portata del riscaldamento globale. Tuttavia, negli ultimi anni il quadro si è trasformato profondamente. Accanto agli interessi industriali sono emersi nuovi attori, tra cui grandi piattaforme digitali e soprattutto Stati che utilizzano la disinformazione climatica come strumento di influenza geopolitica.
Gli autori evidenziano come alcune campagne attribuite alla Russia abbiano cercato di alimentare divisioni all’interno dell’Unione Europea, sfruttando il malcontento sociale legato alla transizione energetica, all’aumento dei costi dell’energia o alle politiche climatiche comunitarie. La disinformazione viene così utilizzata per indebolire la fiducia nelle istituzioni, rallentare l’adozione di misure di decarbonizzazione e accentuare le polarizzazioni politiche.
Nessun commento:
Posta un commento