domenica 7 giugno 2026

Chiamare fratello ciò che non si possiede

 tratto da https://ambientenonsolo.com/chiamare-fratello-cio-che-non-si-possiede/

Chiamare fratello ciò che non si possiede

di Fabio Cavallari

[Gli articoli di Fabio Cavallari per Ambientenonsolo]

A Treviso, durante un forum internazionale promosso da Greenaccord dedicato all’informazione ambientale, viene letto un messaggio di Papa Leone XIV. Non è un intervento tecnico, non è un aggiornamento sul clima, non è un elenco di urgenze. È uno spostamento. Perché a un certo punto il testo scivola via dalla tecnica e tocca il linguaggio, e lì succede qualcosa che riguarda tutti, anche chi non è interessato all’ambiente.

Il Papa richiama il Cantico delle Creature. Francesco d’Assisi non spiega il mondo, lo chiama. Dice fratello, dice sorella. Non è una figura retorica, è una posizione. Chiamare fratello ciò che non si possiede significa rinunciare a una forma di dominio prima ancora che a un gesto, significa non poter più ridurre ciò che si ha davanti a funzione, a risorsa, a materiale disponibile.

Il punto non è la natura, è il modo in cui la si nomina. Quando la terra diventa risorsa è già stata persa, quando l’acqua diventa bene è già dentro un sistema di scambio, quando il corpo diventa funzione è già stato separato da chi lo vive. Il linguaggio non arriva dopo, prepara.

Per questo la crisi ecologica non comincia nei dati, comincia nelle parole che li rendono sopportabili. Si continua a dire emergenza, ma si continua a parlare come se tutto fosse ancora disponibile, si invoca la sostenibilità con lo stesso lessico che ha reso possibile lo sfruttamento, si chiede un limite senza cambiare il modo di nominare ciò che dovrebbe essere limitato.

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