giovedì 4 giugno 2026

Processo ex Solvay, la contaminazione da Pfas si risolve con i risarcimenti: quasi scomparse le parti civili. Avs: “Transazione economica al ribasso sulla salute dei cittadini” di Luisiana Gaita. La difesa degli ex manager di Spinetta Marengo punta al patteggiamento subordinato alla derubricazione, da disastro ambientale colposo a inquinamento ambientale. Il pm rifiuta.

 Tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/04/pfas-spinetta-marengo-ex-solvay-processo-notizie/8408510/

dall'articolo di Luisiana Gaita: "In Piemonte, a due anni dal suo avvio, la fase dell’udienza preliminare a carico dei dirigenti ex Solvay (oggi Syensqo), ad Alessandria, è a un bivio e la questione dei risarcimenti resta centrale. Nel corso dell’ultima udienza agli ex manager accusati di disastro colposo legato alla contaminazione da Pfas (Leggi l’approfondimento), i cosiddetti inquinanti eterni, nello stabilimento chimico di Spinetta Marengo, gli avvocati della difesa hanno annunciato l’intenzione di chiedere il patteggiamento. Subordinato alla derubricazione dell’ipotesi di reato, da disastro ambientale colposo a inquinamento ambientale colposo. Ma l’istanza dei legali di Stefano Bigini, direttore dello stabilimento tra il 2008 e il 2018 e del suo successore Andrea Diotto, è già stata respinta dal pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme. Almeno così formulata. Secondo l’accusa i due ex manager avrebbero omesso interventi per il risanamento della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche, ma anche per il contenimento degli inquinanti. La giudice dell’udienza preliminare, Arianna Ciavattini, ha fissato per il 10 giugno il termine ultimo per formalizzare la richiesta dei legali e chiedere eventuali riti alternativi. Ma in udienza sono stati anche depositati gli assegni circolari contenenti le offerte reali per proporre nuovi risarcimenti economici. E questo è uno dei fronti su cui la tensione è più alta. Perché in quel di Alessandria cittadini e associazioni vogliono che si vada a processo, che istituzioni e realtà coinvolte – le poche rimaste – non accettino soldi. E che si arrivi alla bonifica del territorio."
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