venerdì 5 giugno 2026

Aggiungiamo bellezza al mare per difendere lo Stretto di Messina articolo di Alessandro Giannì per Greenpeace

 tratto da https://www.greenpeace.org/italy/storia/31001/aggiungiamo-bellezza-al-mare-ponte-stretto-di-messina/

dall'articolo di Alessandro Giannì: "Lo Stretto di Messina non è Tirreno e non è Ionio. È un mare a sé, unico. Quelle forti correnti che generano le insidie alla navigazione che hanno portato nel mito Scilla e Cariddi creano condizioni irripetibili con una biodiversità particolare.
Fauna e flora resistono, nonostante tutto. È un mare vivo, ma già ferito dalle conseguenze di una urbanizzazione eccessiva delle coste, da problemi nella gestione dei rifiuti e, in ultimo, dagli effetti della crisi climatica, a partire dall’aumento delle temperature del mare.
Ho voluto vedere come sta questo mare. Durante la prima immersione nel piccolo, delizioso, porto di Scilla abbiamo trovato accanto a una prateria di posidonia – tutto sommato in buono stato – cumuli di rifiuti: metalli, vecchie boe affondate, copertoni, pezzi di reti e tanta, troppa plastica.
Con tanti altri volontari (sintomo di un impegno sociale vitale in questi territori) abbiamo portato via quel che si poteva. Cristina, che ha partecipato all’attività, ha anche trovato una gorgonia rossa, probabilmente stappata da una rete da pesca e rigettata in mare, sulla quale stava disperatamente attaccato un Astrospartum mediterraneum, la mitica stella gorgone. Il giorno dopo siamo tornati a prenderla e l’abbiamo portata nelle profondità del mare di Scilla, dove ha subito dato segni di ripresa: se aiutiamo il mare, lui risponde! "
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