tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/06/alpi-apuane-cava-cresta-amari-notizie/8410276/
dall'articolo di Francesco Sanna: “Le cave rinaturalizzate non possono essere interessate da attività estrattive né a cielo aperto né in sotterraneo”. Con queste parole nette, scritte il 12 febbraio 2026, ma rese pubbliche solo nei giorni scorsi, la Conferenza dei Servizi indetta per verificare la conformità alla normativa regionale dei Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (PABE) presentati dal Comune di Massa chiude il capitolo della riapertura della cava Cresta degli Amari, nel Parco delle Alpi Apuane. Anche se l’ufficialità arriverà solo al termine del procedimento di approvazione dei PABE, gioiscono gli ambientalisti che si erano schierati a difesa di questo clivo verde nell’area di Pian della Fioba del Parco delle Alpi Apuane, a pochi passi dalla falesia “Campaccio”, attrazione per gli appassionati di arrampicata che vi arrivano da ogni parte d’Italia. “È una vittoria della società civile contro la malapolitica che amministra il territorio, che vede nelle Apuane solo marmo da estrarre e non sa immaginare un futuro diverso per le nostre montagne” commenta a ilFattoquotidiano.it Andrea Ribolini, dell’Associazione Aquilegia, tra i promotori della mobilitazione a difesa della Cresta degli Amari e gestore del limitrofo Orto Botanico delle Alpi Apuane “Pellegrini-Ansaldi”.
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