tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/11/lilva-e-gia-storia-i-compratori-vogliono-il-cadavere-dellacciaieria/8381563/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=oggi-in-edicola&utm_term=2026-05-11
dall'articolo di Carlo Di Foggia e Andrea Tundo: "Al momento il siderurgico, gestito da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, perde oltre 50 milioni al mese, con una produzione esangue ben sotto i 2 milioni di tonnellate di acciaio annue. I 149 milioni appena erogati dal ministero delle Imprese, parte di un prestito ponte da 390 approvato a febbraio dall’Ue, servono a coprire il “buco” dei mesi scorsi e permettono di arrivare a stento a giugno, poi servirà trovare altri 240 milioni per prolungare l’agonia all’autunno, altrimenti si ferma tutto. In realtà può accadere anche prima, ad agosto, se non si trova il modo di bloccare l’ordinanza con cui il Tribunale delle imprese di Milano ha stabilito che l’Autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva è carente e va modificata in senso restrittivo entro quel mese, oppure l’area a caldo andrà spenta (c’è una trattativa in corso, ma anche un ricorso in sede giudiziaria).
In questo scenario si svolge la tragicomica “gara” che Adolfo Urso porta avanti da due anni. A inizio aprile il ministro aveva annunciato che si sarebbe chiuso entro fine mese con uno tra i due pretendenti rimasti, il gruppo Flacks del finanziere americano Micheal Flacks o Jindal Steel, ramo cadetto della famiglia indiana"
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