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Traffico globale in aumento: cosa ci dice il TomTom traffic index 2026 sulla mobilità urbana

La congestione stradale continua a crescere e a trasformarsi, diventando uno degli indicatori chiave delle criticità ambientali, sociali ed economiche delle città contemporanee. Lo conferma The TomTom Traffic Index 2026, uno dei più ampi e strutturati rapporti internazionali sulla mobilità urbana, basato su dati di guida reali e anonimizzati raccolti su oltre 3,6 trilioni di chilometri percorsi nel mondo .
Per la prima volta TomTom ha calcolato un livello medio globale di congestione: nel 2025 il valore ha raggiunto il 25%, in aumento di cinque punti percentuali rispetto all’anno precedente. Un trend che segnala come il traffico non sia più un problema локale o circoscritto alle ore di punta, ma una condizione strutturale delle aree urbane.
Congestione e impatti ambientali: un circolo vizioso
L’aumento della congestione ha effetti diretti su emissioni, consumi energetici e qualità dell’aria. Più traffico significa maggiori tempi di percorrenza, incremento del consumo di carburante e una crescita delle emissioni climalteranti e degli inquinanti atmosferici. Il rapporto sottolinea come la congestione, pur essendo talvolta associata alla vitalità economica, finisca per ridurre produttività e vivibilità urbana, aggravando le disuguaglianze nell’accesso alla mobilità.
A livello globale, i Paesi con i livelli medi di congestione più elevati includono Colombia, Malta e Filippine, mentre gli Stati Uniti, pur ospitando alcune delle città più congestionate al mondo, si collocano complessivamente tra i Paesi meno congestionati grazie all’estensione e alla capacità della rete stradale.
Orari che cambiano e città meno prevedibili
Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda la trasformazione dei modelli di spostamento. La classica “ora di punta” si sta progressivamente diluendo. Il lavoro ibrido e da remoto ha ridisegnato i flussi: aumentano gli spostamenti a metà giornata, mentre le congestioni serali si distribuiscono su fasce orarie più ampie. Martedì, mercoledì e giovedì risultano ormai i giorni più congestionati, mentre il venerdì mostra un calo significativo dei volumi di traffico.
Questa nuova normalità rende più complessa la pianificazione dei trasporti e rafforza la necessità di strumenti dinamici di analisi e gestione della mobilità, capaci di leggere le variazioni spazio-temporali del traffico.



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