tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/02/strage-bologna-meloni-matrice-neofascista-notizie/8467454/
il neofascismo e la strage di Bologna dall'articolo di Diego Petrini. “Da ogni presidente del Consiglio ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è buia, ma qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica. Un coraggio che deve trovare coerenza nei fatti”. L’appello accorato alla premier Giorgia Meloni era arrivato dal palco delle commemorazioni dell’attentato della stazione di Bologna, 46 anni dopo. La voce era quella di Paolo Lambertini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime. E’ figlio di Mirella Fornasari che il 2 agosto del 1980 aveva 36 anni. Viveva a Casalecchio di Reno e lavorava per la Cigar, la ditta che si occupava della ristorazione nella stazione. Gli uffici erano sopra le sale d’aspetto: quando esplose la bomba lei era lì che lavorava, il suo corpo fu trovato solo a notte inoltrata.
Però no, quella parola la presidente del Consiglio non la scrive. Da nessuna parte, nel suo comunicato, c’è un riferimento – anche vago, anche solo formale – all’impronta di quell’attentato, che i tribunali hanno riferito – qualcuno conta 17 sentenze in 4 filoni diversi, processi separati, diverse generazioni di magistrati – sempre al terrorismo neofascista."
Vedi meno

Nessun commento:
Posta un commento