domenica 8 febbraio 2026

Psicodramma Angelucci: l’Asl boccia la “sanatoria” di Velletri di Vincenzo Bisbiglia e Linda Di Benedetto. San Raffaele deve riaprire la clinica vicino Roma per salvare 45 milioni di presunti crediti. Ora “ordina” a Rocca una riunione ad hoc

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/02/07/psicodramma-angelucci-lasl-boccia-la-sanatoria-di-velletri/8283203/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=oggi-in-edicola&utm_term=2026-02-07

dall'articolo di Vincenzo Bisbiglia e Linda Di Benedetto: "C’è una lettera del 22 dicembre scorso, partita dalla Asl Roma 6 e destinata ai vertici della Regione Lazio, che ha scatenato il panico in casa Angelucci. E che ora mette a serio rischio la riapertura della clinica San Raffaele Velletri, chiusa dal 2011 per abusi edilizi definiti più volte “insanabili” dai giudici. Si tratta di un documento inedito in possesso del Fatto, che certifica “l’impossibilità” per l’azienda sanitaria” di procedere all’attività istruttoria” per l’autorizzazione all’esercizio “non essendo state rimosse le note criticità” relative alla “regolarità urbanistico-edilizia” della clinica San Raffaele Velletri. Tutto ciò finisce per minare fortemente le casse dell’impero sanitario della famiglia del deputato leghista Antonio Angelucci, da anni il più ricco e assenteista di tutto il Parlamento. Ecco dunque la contromossa: sempre in base agli atti in nostro possesso, il 16 gennaio il presidente del gruppo San Raffaele, Carlo Trivelli, ha scritto al direttore della sanità del Lazio, Andrea Urbani, chiedendo una “riunione urgente” per “verificare e concludere l’iter procedurale”.
Da cosa nasce lo psicodramma? L’impresa sanitaria fondata dall’editore di Giornale, Libero e Il Tempo rischia l’aggressione del proprio patrimonio da parte del fondo Ihc 1908 srl. Quest’ultimo nel 2019 aveva acquistato oltre 100 milioni di euro di crediti del San Raffaele, di cui circa 45 milioni riconducibili alla clinica San Raffaele Velletri, chiusa nel 2011 per abusi edilizi che i giudici hanno definito “insanabili” (la sentenza del Consiglio di Stato è arrivata una settimana dopo la cessione crediti) e che ora gli Angelucci stanno cercando di riaprire attraverso un iter avviato al Comune di Velletri e in Regione Lazio. Soldi che ora Ihc rivuole indietro e per cui ci sono già in corso contenziosi civili. Fu lo stesso Consiglio di Stato infatti a certificare, da parte della casa di cura veliterna, “l’inattitudine a produrre, ben vero ab origine, qualsivoglia effetto, in particolare a generare pretese creditorie a vantaggio della ricorrente”. Così proprio per proteggere i conti del gruppo, nel corso del 2025 le sette cliniche principali sono state cedute, insieme ai loro affari, a sei società di scopo indipendenti dalla casa madre."

Nessun commento: