venerdì 6 febbraio 2026

AMOC: un punto di non ritorno che riguarda anche l’Europa

 tratto da https://ambientenonsolo.com/amoc-un-punto-di-non-ritorno-che-riguarda-anche-leuropa/


AMOC: un punto di non ritorno che riguarda anche l’Europa

Il possibile collasso della Circolazione Meridionale Atlantica (AMOC) non è più soltanto un’ipotesi teorica. A lanciare un nuovo, forte segnale d’allarme è il rapporto A Nordic Perspective on AMOC Tipping, pubblicato il 5 febbraio 2026 dal Consiglio Nordico dei Ministri, che invita a rafforzare in modo deciso le politiche di mitigazione climatica, il monitoraggio degli oceani e la preparazione delle società a scenari estremi .

L’AMOC è uno dei grandi “ingranaggi” del sistema climatico globale: trasporta calore dai tropici verso il Nord Atlantico e contribuisce al clima relativamente mite dell’Europa settentrionale e dei Paesi nordici. Il riscaldamento globale sta però rallentando questa circolazione e, secondo la letteratura scientifica più recente, non si può escludere che possa superare una soglia critica – un vero e proprio punto di non ritorno – anche a livelli di riscaldamento globale inferiori a quelli considerati fino a pochi anni fa.

Perché il rischio è reale

Il rapporto, coordinato dall’Istituto Meteorologico Finlandese e guidato dal climatologo Aleksi Nummelin, sottolinea che le osservazioni dirette dell’AMOC mostrano già un indebolimento statisticamente significativo. Anche se le incertezze restano elevate, diversi modelli climatici indicano che il rischio di un collasso aumenta con ogni decimo di grado di riscaldamento globale aggiuntivo e con il protrarsi del superamento della soglia di +1,5 °C rispetto all’era preindustriale.

Un’eventuale transizione dell’AMOC verso uno stato molto più debole potrebbe produrre effetti controintuitivi: mentre il resto del mondo continuerebbe a riscaldarsi, l’Europa settentrionale potrebbe sperimentare inverni più rigidi, estensione dei ghiacci marini, cambiamenti nelle tempeste e innalzamento del livello del mare lungo le coste atlantiche. Gli impatti non sarebbero solo climatici, ma coinvolgerebbero sistemi alimentari, produzione energetica, trasporti e mezzi di sussistenza.

Impatti sistemici: dal clima all’economia


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