tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/04/procedure-infrazione-ue-italia-ambiente-news/8278741/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=fatto-for-future&utm_term=2026-02-04
dall'articolo di Luisiana Gaita: "La Commissione europea presenta il conto a suon di procedure di infrazione. E, se il 2025 è finito male, il 2026 non è certo iniziato molto meglio. Dopo le sette procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia arrivate l’anno scorso, due avviate a dicembre scorso con altrettante lettere di messa in mora (una legata al mancato rispetto della direttiva sulla qualità dell’aria a Napoli e Palermo) e cinque portate avanti da Bruxelles (di cui tre su rifiuti, protezione della natura e rinnovabili), ancora una volta è l’ambiente a dare grattacapi. Delle sei diverse lettere di messa in mora che aprono procedure nuove di zecca, tre riguardano temi legati direttamente o indirettamente all’ambiente. In particolare, violazioni della direttiva acque, mancato rispetto delle norme sulla qualità dell’aria (che dovrebbe essere una priorità dato che la Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa) e della direttiva che semplifica gli obblighi di segnalazione in alcuni settori, tra cui quello degli alimenti e degli ingredienti alimentari, del rumore esterno, dei diritti dei pazienti e delle apparecchiature radio."


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