venerdì 6 febbraio 2026

Il Fatto Internazionale. Francia, tornano le ingerenze russe: sospetti nel coinvolgimento di Macron negli Epstein files. La nuova retata: Erdogan arresta i difensori del Rojava

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/il-fatto-internazionale-del-6-febbraio-2026/

Prosegue l’appuntamento con la newsletter internazionale dai contenuti inediti. Qui trovate alcune “cartoline” dalle principali capitali mondiali che vi raccontano quello che sta succedendo, quello che vi siete persi, quello che potrà succedere.

Buona lettura

Giappone al voto per la Camera Bassa: ecco perché la premier Takaichi vincerà con l’appoggio anche dei più giovani

Urne aperte domenica 8 febbraio per le elezioni anticipate. La leader ha impostato un'attentissima campagna (anche social) per svecchiare l'immagine del potere nipponico e promettere agli under 35 maggiori guadagni

di Fabiola Palmeri

Trattato per gli armamenti nucleari: Mosca pronta a una proroga, ma Trump vuole rinegoziarlo anche con Pechino (che declina l’invito)

L'accordo tra Usa e Russia, negoziato e firmato nel 2010 da Obama e dall'omologo russo dell'epoca, Medvedev, limitava ciascuna parte a 1.550 testate su 700 vettori operativi. Adesso è scaduto, ma il presidente americano non sembra intenzionato a sedersi al tavolo delle trattative

di Michela A.G. Iaccarino

Turchia, Erdogan prende di mira gli oppositori politici, difensori del Rojava curdo: maxi retata con 96 arresti

In manette politici e giornalisti. E nel frattempo arrivano nuove accuse per l'ex sindaco di Istanbul, Imamoglu, candidato con il Chp alle presidenziali del 2028 nonostante sia detenuto dal 2025: secondo i magistrati, avrebbe venduto generalità di elettori a servizi segreti stranieri per manipolare il voto alle municipali del 2019

di Roberta Zunini

Francia, la campagna di disinformazione russa per coinvolgere Macron nell’affare Epstein

Il gruppo Storm -1516 ha diffuso in rete false notizie raccontando di serate con "giovani uomini" con la partecipazione del presidente e del finanziere americano. Il nome del leader francese appare 200 volte negli Epstein Files ma con citazioni indirette. Più coinvolto l'ex ministro Lang per i suoi rapporti personali e finanziari con il magnate: il socialista però rifiuta di dimettersi

di Luana De Micco

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