tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/01/30/frana-niscemi-rimpallo-a-destra-tra-la-regione-e-il-comune-sullemergenza/8273718/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=oggi-in-edicola&utm_term=2026-01-30
dall'articolo di Saul Caia: "Nel malcostume della politica italiana non si può mai ammettere l’errore, anzi bisogna sempre scaricare le colpe su qualcun altro. Così in prima linea ci sono il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, e il presidente siciliano, Renato Schifani, che accusano l’amministrazione comunale di Niscemi, il centro devastato dalle frane seguite al ciclone Harry che hanno già causato 1.300 sfollati, di non aver segnalato lo stato di emergenza dal 1997 a oggi. Come se loro non lo sapessero.
Musumeci si autocelebra dicendo che la “questione Niscemi” è stata posta nel 2022, quando chiese di far redigere “il piano sui rischi idrogeologici e i tecnici” in cui emerge per l’ennesima volta che “il dissesto” ha “un livello di pericolosità elevata e di rischio molto elevato in relazione all’elemento interessato”. Musumeci è stato governatore dell’isola dal 2017 al 2022 e la relazione è arrivata alla scadenza del suo mandato. Alcuni anni prima, nel 2018 e 2019, c’erano state due frane e cedimenti sulle statali provinciali 10 e 12 di Niscemi che avevano spinto il suo assessore alle Infrastrutture, il forzista Marco Falcone, a compiere dei sopralluoghi. In quella circostanza Comune e Regione si erano limitati solo a interventi superficiali per il ripristino della strada, spendendo 1,2 milioni. Perché quindi il governatore non è intervenuto subito?"

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