tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/13/decreto-sicurezza-coltelli-caccia-paradossi-notizie/8287957/
dall'articolo di Alberto Marzocchi: "Campagna italiana, tra i boschi. È metà settembre, un’escursionista sta andando a funghi, con sé a un coltellino pieghevole da sei centimetri che le serve per eliminare terra e parassiti da un porcino. Poco più in là un cacciatore ha montato sulla carabina un soppressore di suono, nello zaino ha il visore notturno. Cambiamo scenario: spiaggia, sempre metà settembre. Una famiglia è appena arrivata in riva al mare, e siccome resta fuori per il pranzo, ha tutto l’occorrente per mangiare, compreso il classico coltello seghettato per il pane. A poche decine di metri, una doppietta è nascosta nella vegetazione, in attesa di sparare a un uccello migratore.
Ecco cosa accade nel favoloso mondo disegnato dal governo di Giorgia Meloni: nel primo scenario, la nostra escursionista rischia un arresto in flagranza e un processo per direttissima, poiché non esiste alcun “giustificato motivo” perché abbia in tasca quel coltellino. Nel secondo, invece, la famiglia viene “schedata” contestualmente all’acquisto in negozio del coltello da cucina. E lo sarà per ben 25 anni (la spiegazione di quest’assurdità è qui). E i due cacciatori? Niente, per loro solo “vantaggi”: il soppressore di suono (oggi reato per la 157/92), il visore notturno (vietato dalla Convenzione di Berna, sottoscritta dal nostro Paese) e la possibilità di sparare lungo spiagge e litorali, persino quelli in cui sono presenti stabilimenti balneari. Ah, a casa possono detenere un numero illimitato di fucili e – almeno – 1.500 cartucce."

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