tratto da https://ambientenonsolo.com/efficienza-energetica-degli-edifici-il-44-e-ancora-in-classe-f-e-g-litalia-alla-prova-della-direttiva-case-green/
Efficienza energetica degli edifici: il 44% è ancora in classe F e G. L’Italia alla prova della Direttiva Case Green

Nel 2024 quasi la metà degli edifici residenziali italiani certificati con attestato di prestazione energetica (APE) si collocava nelle classi peggiori. Secondo l’elaborazione di SAIE – La Fiera delle Costruzioni su base dati SIAPE, il 44% degli immobili rientra nelle classi F e G, mentre soltanto il 14% si trova nelle classi più virtuose (A).
Questa fotografia evidenzia un ritardo ancora significativo del nostro patrimonio edilizio rispetto agli standard europei di efficienza energetica. La situazione appare in miglioramento se confrontata con il 2019, ultimo anno prima dell’introduzione del Superbonus: da allora le classi peggiori sono diminuite di circa 10 punti percentuali, mentre quelle di fascia alta sono aumentate di 6 punti. Ciò significa che gli incentivi e i lavori di riqualificazione hanno inciso, ma la maggioranza degli edifici italiani continua a disperdere energia e a contribuire in maniera rilevante alle emissioni di gas climalteranti.
Differenze territoriali
Non tutte le regioni si trovano nella stessa situazione. Nel 2024 i valori peggiori si sono registrati in Lazio e Toscana(59% di edifici in classe F e G), seguite da Molise (57%), Basilicata (55%), Umbria (54%), Liguria e Calabria (53%).
In altre aree, soprattutto al Nord, lo scenario è più incoraggiante. Le province autonome di Trento e Bolzano mostrano quote elevate di edifici in classe A (23% e 21%), insieme a Valle d’Aosta (20%), Lombardia (19%) e Veneto (18%).
Anche a livello provinciale le differenze sono notevoli: in Rieti oltre il 70% degli edifici si colloca ancora nelle classi F e G, mentre in province come Brescia (27% in classe A) o Bari (22%) il patrimonio edilizio risulta mediamente più performante. Questi dati mostrano un’Italia a due velocità, con un divario che riflette non solo fattori climatici e costruttivi, ma anche la diversa efficacia delle politiche regionali e la capacità di attrarre investimenti in riqualificazione.
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