sabato 24 ottobre 2026

Mobilità urbana, l’ITF: non basta costruire nuove strade, bisogna governare la domanda

 tratto da https://ambientenonsolo.com/mobilita-urbana-litf-non-basta-costruire-nuove-strade-bisogna-governare-la-domanda/

Mobilità urbana, l’ITF: non basta costruire nuove strade, bisogna governare la domanda

Entro il 2060 la domanda mondiale di mobilità urbana potrebbe crescere dell’81% in termini di passeggeri-chilometro. Il nuovo rapporto dell’International Transport Forum propone di superare il modello “prevedere e costruire” e di integrare trasporto pubblico, mobilità attiva, pianificazione urbanistica, regolazione dell’accesso alle città e politiche tariffarie.

Più di sette persone su dieci nel 2060 vivranno nelle aree urbane. Ma la domanda di mobilità potrebbe crescere ancora più rapidamente della popolazione delle città. Se continueranno le tendenze attuali, tra il 2025 e il 2060 i chilometri percorsi dai veicoli nelle aree urbane aumenteranno del 69%, passando da circa 15 a 25 mila miliardi, mentre i passeggeri-chilometro cresceranno addirittura dell’81%. Nello stesso periodo la popolazione urbana aumenterà del 54%. 

È da questi numeri che parte il nuovo rapporto dell’International Transport Forum, Demand Management to Facilitate Efficient Urban Transport, pubblicato nel 2026. Il messaggio è netto: per affrontare la crescita della mobilità non sarà sufficiente continuare ad aumentare l’offerta di infrastrutture. Occorre intervenire sulla domanda di trasporto, rendendo più semplice raggiungere persone, servizi e attività senza dipendere necessariamente dall’automobile.

Dal “predict and provide” al “decide and provide”

Il cambiamento proposto dall’ITF riguarda prima di tutto il modo stesso di pianificare la mobilità.

Per decenni una parte consistente della politica dei trasporti si è basata sul principio del “predict and provide”: prevedere l’aumento della domanda di spostamenti e costruire nuove infrastrutture per soddisfarla. In questa impostazione la domanda viene sostanzialmente considerata una variabile indipendente, alla quale il sistema dei trasporti deve adattarsi.

Il rapporto propone invece un approccio “decide and provide”: stabilire quale sistema di mobilità e quale città si vogliono costruire e utilizzare le politiche pubbliche per orientare coerentemente domanda, infrastrutture e comportamenti. L’obiettivo diventa utilizzare meglio ciò che già esiste, migliorando contemporaneamente qualità della vita e accessibilità e riducendo le esternalità negative del traffico. 

È un cambiamento tutt’altro che terminologico. Significa passare dalla previsione del traffico alla costruzione di scenari desiderabili per la città.

Non conta soltanto quanto ci muoviamo, ma quanto lontano dobbiamo andare


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