domenica 18 ottobre 2026

La newsletter Fatto for future è tornata! Scopri il nuovo appuntamento con Elisabetta Ambrosi

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/fq-newsletter/fatto-for-future-del-14-ottobre-2026/

14 Ottobre 2026
La newsletter Fatto for future è tornata! Appuntamento ogni mercoledì: scopri le novità
di Elisabetta Ambrosi

Ho cominciato a occuparmi sistematicamente di clima nel 2018. Galeotto, per così dire, fu un cartello con scritto “Sciopero per il clima” e una ragazzina di quindici anni seduta in un venerdì d’agosto, con la faccia corrucciata, davanti al Parlamento svedese.

Quella ragazzina era Greta Thunberg. A lei va il merito non tanto di aver “scoperto” la crisi climatica, che scienziati di tutto il mondo studiano ormai da decenni con preoccupazione crescente, quanto di aver dato un volto a quella battaglia e, insieme al volto, anche una storia.

Greta ha trasformato i dati scientifici, che ha sempre utilizzato con rigore, in una battaglia in carne e ossa. Una battaglia che non è rimasta limitata alla sua persona, ma ha dato vita a un movimento diffuso in tutti i paesi del mondo, anche in quelli più poveri e più colpiti dalla crisi climatica: i Fridays for Future, che torneranno in piazza dopo oltre un anno proprio dopodomani, venerdì 16 ottobre.

Fondamentale ricordare che scioperare per il clima significa anche scioperare per la pace, la fine della guerra, la giustizia climatica e sociale, temi tra loro inseparabili. E Infatti proprio sabato scorso proprio da Napoli, Greta Thunberg – che è salita sulla Flotilla e ha preso parte a decine di manifestazioni anti-Israele – ha lanciato di nuovo un appello per la pace.

Questa newsletter vi terrà aggiornati sui movimenti di protesta per il clima e sulle battaglie degli attivisti per l’ambiente e il clima. La loro azione è continua e instancabile, anche se spesso e volentieri i giornali li ignorano.

La politica indifferente alla crisi

Tra il 9 e il 10 ottobre scorsi, una violentissima tromba d’aria ha colpito Marsala distruggendo macchine, case, una scuola e causando quindici feriti. Pochi giorni fa, invece, un maxi nubifragio ha colpito il litorale laziale, con strade allagate, alberi caduti e scuole chiuse.

Due “piccoli” episodi passati quasi inosservati, mentre il Parlamento era intento a varare la legge elettorale probabilmente più incostituzionale della storia italiana.

D’altronde, alle crisi continue causate dalle temperature in crescita e ai costi abnormi che provocano, senza che sia chiaro chi li pagherà, il governo non risponde. Non parla di crisi climatica né di transizione energetica.

Abbiamo subito ben cinque anni di una politica negazionista de facto, che non ha mai collegato la questione energetica alla crisi climatica e ha cercato di trascinare il nostro Paese in Europa sulle posizioni più anti-ambientaliste (Europa che purtroppo, dal canto suo, si sta spostando sempre più a destra, con pesantissime conseguenze anche sull’ambiente).

Non solo: il governo ha deciso di rilanciare il nucleare contro due consultazioni referendarie contrarie (1987 e 2011) e contro dubbi manifesti di esperti e scienziati. Ha approvato una misura per facilitare l’estrazione di idrocarburi sul nostro territorio nazionale (!), invece di spingere per superare le resistenze regionali e locali verso le rinnovabili.

Anche negli ultimi mesi prima delle elezioni ha mostrato il suo volto fossile: l’azzeramento per un anno del bollo auto e il taglio delle accise rimandano infatti a un immaginario petrolifero che nulla ha a che fare con la nostra sopravvivenza, il nostro futuro e anche il nostro portafogli. Per far scendere le bollette, infatti, la strada maestra sarebbe quella spagnola, ovvero un aumento massiccio delle rinnovabili.

Ogni settimana questa newsletter farà il punto sul dibattito politico, pubblico e mediatico su clima, ambiente ed energia.

Il cambiamento climatico nella nostra vita: conoscere per proteggersi

La settimana scorsa ero in macchina con mio figlio di undici anni. C’era un forte temporale e il giorno prima la Regione aveva diramato un bollettino di allerta.

Potevamo dirci contenti del fatto che il caldo torrido dell’estate sembrava essere scemato. Invece, eravamo rannicchiati nell’abitacolo sotto un muro di pioggia. Ma non era la solo la pioggia a preoccuparci, quanto i fulmini che illuminavano continuamente il cielo: l’ho avvisato di camminare lontano dagli alberi mentre io, tornando, evitavo i sottopassaggi in macchina.

Perché racconto questa scena quotidiana? Perché il cambiamento climatico è ormai entrato a far parte delle nostre vite, che ne siamo consapevoli oppure no. Le temperature altissime e le notti tropicali e super-tropicali estive, così come le alluvioni accompagnate da tempeste di fulmini, sono due facce della stessa medaglia.

Se siamo consapevoli di questi rischi, possiamo mettere in atto comportamenti che ci proteggano. Non solo: possiamo optare per la decisione più giusta. Per esempio, non comprare un seminterrato, anche se è molto economico. Preferire la montagna al mare. Con le informazioni giuste si possono fare anche scelte corrette in materia di energia, di efficientamento energetico della propria casa e persino di automobile da acquistare. Sapere ti salva, sapere è anche conveniente.

Per questo ogni settimana Fatto For Future analizzerà, con le lenti della scienza, un fenomeno climatico o ambientale. Conoscerlo sarà d’aiuto per tutelarsi meglio.

Ambiente è salute

Secondo i dati del Ministero della Salute e del Dipartimento di Epidemiologia, quest’estate appena conclusa, la più calda in Italia e in Europa occidentale, ha superato il record del 2003.

Nel mese di luglio, il secondo più caldo a livello globale, si è registrato un incremento dell’8% della mortalità tra gli over 85.

Va detto che fasce d’età immediatamente inferiori anni la mortalità è diminuita. Ma il motivo potrebbe risiedere nel fatto che probabilmente le persone anziane hanno imparato a difendersi, magari a costo di un isolamento sociale durissimo e di un’estate trascorsa chiuse in casa con il condizionatore.

Al contrario, gli anziani più fragili non sono riusciti a proteggersi dalle temperature elevatissime.

Ma non è solo il caldo a incidere sulla nostra salute. Contro una certa retorica secondo cui basta adottare stili di vita individuali per salvarsi da ogni problema, serve spostare l’attenzione su come l’ambiente possa determinare le nostre patologie acute e croniche.

Parliamo ad esempio di pesticidi, PM2,5 e PM10, ossidi di azoto, plastiche e microplastiche, metalli pesanti, PFAS, rumore e inquinamento acustico, inquinamento luminoso ed elettromagnetismo. E di tutte le conseguenze sul nostro organismo.

Ogni settimana una pillola di ambiente spiegherà come un certo fenomeno, sostanza o evento incide sulla nostra salute e come proteggerci.

In sintesi, troverete in questa newsletter:

Oggi, invece, vi lascio con una frase di Sir David Attenborough, che ben esprime il senso di questa newsletter:

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