tratto da https://ambientenonsolo.com/piano-sociale-per-il-clima-della-grecia-477-miliardi-per-una-transizione-giusta/
Piano Sociale per il Clima della Grecia: 4,77 miliardi per una transizione giusta

La transizione climatica europea entra nella prova più difficile: evitare che i suoi costi ricadano sulle fasce più fragili. Con il via libera al Piano Sociale per il Clima della Grecia da 4,77 miliardi di euro, Bruxelles mette alla prova uno degli strumenti chiave pensati per accompagnare l’entrata in vigore dell’ETS2. Il caso greco offre indicazioni importanti anche per l’Italia, dove il confronto su povertà energetica, mobilità e giustizia sociale è ancora tutto da tradurre in scelte concrete.
La Commissione europea ha approvato il Piano sociale per il clima della Grecia, il quinto Piano nazionale approvato (dopo quelli di Svezia, Lituania, Lettonia e Malta nell’ambito del Social Climate Fund e, finora, quello di maggiori dimensioni. Tra il 2026 e il 2032 saranno mobilitati 4,77 miliardi di euro per accompagnare famiglie, utenti dei trasporti e microimprese più vulnerabili nella transizione energetica e nella decarbonizzazione della mobilità.
Il Piano greco costituisce un esempio particolarmente interessante di come le politiche climatiche europee possano essere accompagnate da strumenti redistributivi. Le risorse provenienti dal prezzo delle emissioni vengono infatti utilizzate per ridurre la povertà energetica e dei trasporti, intervenendo contemporaneamente su abitazioni, riscaldamento e raffrescamento, trasporto pubblico, accessibilità e mobilità individuale.
Il Fondo sociale per il clima e l’arrivo dell’ETS2
Il Fondo sociale per il clima è stato istituito dall’Unione europea per attenuare gli effetti sociali dell’estensione del sistema europeo di scambio delle emissioni ai combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale, il cosiddetto ETS2.
Il nuovo sistema attribuirà un prezzo alle emissioni di CO₂ derivanti, fra l’altro, dai combustibili impiegati per riscaldare gli edifici e nel trasporto stradale. Il Fondo sociale per il clima è operativo dal 2026, mentre l’ETS2 dovrebbe entrare in funzione nel 2028.
Il principio è quindi quello di utilizzare una parte delle entrate derivanti dal carbon pricing per aiutare proprio le persone che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell’affrontare la transizione.
A livello europeo, il Fondo dovrebbe mobilitare almeno 86,7 miliardi di euro nel periodo 2026-2032, combinando le risorse europee con il cofinanziamento degli Stati membri.
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