tratto da https://ambientenonsolo.com/risorse-piu-compiti-ma-senza-nuovi-oneri/
Quindicesimo e ultimo approfondimento sul nuovo decreto sulla qualità dell’aria. È forse la domanda che attraversa tutti gli articoli precedenti: chi dovrà materialmente realizzare il nuovo sistema? Lo schema A.G. 435 aumenta e rende più sofisticate le attività richieste a Ministero, Regioni, ARPA, ISPRA ed ENEA, ma l’articolo 29 stabilisce che tutto debba essere svolto con le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. La relazione tecnico-finanziaria sostiene che si tratta di compiti istituzionali già svolti. Ma proprio la capacità operativa delle amministrazioni potrebbe diventare uno dei principali banchi di prova dell’intera riforma.
Nuovi valori limite, verifica delle reti di monitoraggio, maggiore impiego della modellistica, determinazione delle aree di rappresentatività delle centraline, indicatori di esposizione media, supersiti, misure delle particelle ultrafini e del black carbon, tabelle di marcia, piani più dettagliati, aggiornamenti orari dell’informazione al pubblico e, dal 2028, una disciplina dell’aria indoor. Dopo aver analizzato separatamente queste innovazioni, l’ultimo approfondimento della serie porta inevitabilmente a una domanda: con quali risorse saranno realizzate?
La risposta dello schema di decreto è molto netta. L’articolo 29 contiene una clausola di invarianza finanziaria: dall’attuazione del decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri o minori entrate per la finanza pubblica. La relazione tecnico-finanziaria precisa ulteriormente che le amministrazioni interessate dovranno provvedere agli adempimenti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, considerando tali attività riconducibili ai loro compiti istituzionali. [La stessa clausola di invariata finanziaria era presnete nella legge 132/2016 che ha istituito il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente]
È una scelta che merita particolare attenzione perché la stessa relazione illustrativa descrive la nuova direttiva come un sistema “più ambizioso ed articolato” rispetto alla disciplina precedente e sottolinea la maggiore complessità tecnica del nuovo quadro.
Per avere un quadro complessivo
Questo articolo fa parte della serie di approfondimenti sul nuovo decreto italiano sulla qualità dell’aria di recepimento della Direttiva UE 2881/2024. https://ambientenonsolo.com/tag/direttiva-2881-2024/
Per comprendere in modo organico inquinanti, effetti sulla salute, dati, limiti attuali e nuovi standard europei, leggi il nostro approfondimento “Qualità dell’aria in Italia: inquinanti, salute, limiti e dati”. https://ambientenonsolo.com/qualita-dellaria-in-italia-inquinanti-salute-limiti-e-dati/
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