lunedì 19 ottobre 2026

Tartarughe marine, 358 nidi sulle coste italiane nel 2026: il calo è fisiologico, restano le minacce umane

 tratto da https://ambientenonsolo.com/tartarughe-marine-358-nidi-sulle-coste-italiane-nel-2026-il-calo-e-fisiologico-restano-le-minacce-umane/

Tartarughe marine, 358 nidi sulle coste italiane nel 2026: il calo è fisiologico, restano le minacce umane

Dopo il boom delle ultime stagioni, nel 2026 le nidificazioni di Caretta caretta lungo le coste italiane rallentano. I nidi censiti durante l’estate sono stati circa 358, contro gli oltre 700 del 2025, i circa 600 del 2024 e più di 400 del 2023. Il calo, però, non indica un’inversione di tendenza: secondo i dati raccolti dal progetto europeo LIFE TURTLENEST, coordinato da Legambiente, si tratta soprattutto di una dinamica naturale legata al ciclo riproduttivo delle tartarughe marine. 

Le femmine di Caretta caretta, infatti, non depongono ogni anno. Dopo una stagione riproduttiva hanno bisogno in genere di due o tre anni per ricostituire le riserve energetiche necessarie alla produzione delle uova. Una riduzione delle nidificazioni era quindi attesa ed è coerente con quanto osservato anche in altre aree del Mediterraneo.

Il quadro generale resta comunque significativo: l’Italia continua a rappresentare una delle principali aree di nidificazione del Mediterraneo occidentale e il progressivo riscaldamento delle acque, insieme all’arrivo di nuove femmine che esplorano coste finora meno frequentate, continua a favorire l’espansione della specie verso nuovi territori.

Sicilia ancora prima, nidificazioni sempre più a nord

La distribuzione geografica conferma il ruolo centrale del Mezzogio

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