sabato 6 febbraio 2016

Trivelle, rigettate istanze per ricerche entro le 12 miglia. “Ma per Tremiti e concessioni già date non cambia niente”

La decisione del governo non tocca i titoli rilasciati anche entro quel limite. Ecco perché, secondo i comitati no-triv, il referendum sulla durata della vita dei pozzi petroliferi assume ancora più valore: “È l'unica arma istituzionale per opporsi alle autorizzazioni già date quando andranno in scadenza”


Se il ministero dello Sviluppo economico ha rigettato le istanze per le ricerche offshore di idrocarburi entro il limite delle 12 miglia, ossia poco più di 22 chilometri dalla costa (attuando né più né meno che la legge di stabilità), per i permessi e le concessioni già rilasciate alle società nulla è cambiato.
La pubblicazione del Bollettino ufficiale degli idrocarburiaggiornato al 31 gennaio 2016 poco rassicura i promotori del referendum anti-trivelle. Perché tra i titoli già rilasciati ci sono quelli per la ricerca al largo delle Isole Tremiti e il progetto Vega B, inSicilia. La lista è lunga. Secondo i No-Triv le istanze rigettate non sono il frutto di una decisione politica del governo quanto “una conseguenza dell’entrata in vigore della legge, che non può bastare” spiega il costituzionalista e coordinatore No-Triv Enzo Di Salvatore. Che a ilfattoquotidiano.it dice: “Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come sia necessario andare avanti con il referendum, perché proprio il quesito già ammesso dallaConsulta bloccherebbe i titoli già rilasciati entro le 12 miglia”.I DATI AGGIORNATI SU TITOLI VIGENTI E ISTANZE - Dall’ultimo Bollettino ufficiale degli Idrocarburi risultano rilasciati 83 permessi di ricerca in terraferma, 24 nel sottofondo marino, 7 in Sicilia. Sono 119, invece, le concessioni di coltivazione su terraferma, 72 quelle in mare, 14 in Sicilia. Passiamo alle istanze: sono al vaglio 8 richieste di permesso di prospezione in mare, 57 di ricerca in terraferma e 36 di ricerca in mare. Altre dieci sono le richieste che riguardano la Sicilia. A fronte di 9 istanze rigettate (4 relative a permessi di ricerca e 5 a istanze di concessione di coltivazione) perché ricadenti entro le 12 miglia, ce ne sono 18 parzialmente rigettate con una riperimetrazione dell’area.
I PROGETTI ANCORA IN CORSO - Restano in piedi, quindi, i titoli rilasciati. Anche per le Isole Tremiti o, ad esempio, per il progetto Vega B, al largo della Sicilia. Il 22 dicembre scorso, infatti, con un decreto del ministero per lo Sviluppo Economico sono state autorizzate le ricerche petrolifere davanti all’arcipelago pugliese per la cifra di circa 1.900 euro l’anno. Il permesso della durata di sei anni B.R274.EL, conferito Petroceltic Italia Srlsocietà controllata dall’omonima multinazionale irlandese, riguarda una superficie di circa 373 chilometri quadrati. La società ci aveva già provato nel 2006 e la nuova istanza era frutto di vecchie e diverse richieste, anche parzialmente interferenti con il limite delle 12 miglia marine. Le ricerche interesseranno un’area lungo la costa tra VastoTermoli e le Tremiti (a una distanza di 13,4 miglia marine dal litorale e dalle isole).
Nel frattempo, in Sicilia, potrebbe andare avanti il progetto della piattaforma Vega B della Edison, al largo delle coste di Ragusa. Un’altra storia infinita iniziata negli anni Ottanta, quando si approvò la realizzazione di due piattaforme. Poi, però, fu realizzata solo la Vega A. Nel 2012 la Edison ha attivato le procedure per far risuscitare il progetto che interessa un’area all’interno della fascia di protezione delle dodici miglia. Lo ha fatto chiedendo la proroga decennale per trivellare, come se si trattasse del completamento di un vecchio progetto. Solo che la piattaforma non è mai stata costruita, quindi non si è mai trivellato, né si potrebbe chiedere la proroga.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/06/trivelle-rigettate-istanze-per-ricerche-entro-le-12-miglia-ma-per-tremiti-e-concessioni-gia-date-non-cambia-niente/2439316/

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