Negli utlimi tre anni ne sono stati eliminati ben 114. Molti a fucilate. Per questo ora un team scientifico composto da veterinari, biologi e forestali è stato incaricato di analizzare i decessi per decidere come tutelare al meglio gli animali
"Questi lupi sono stati uccisi perché gli allevatori credono siano loro ad assalire e uccidere il bestiame mentre in realtà nella maggior parte dei casi ad aggredire sono branchi di cani rinselvatichiti o ibridi", spiega Franco Iezzi, presidente del Parco Majella che ha reso noto questi dati assieme a Legambiente dopo la conclusione del progetto Life Wolfnet che fra le varie azioni di tutela del lupo aveva anche lo scopo di creare i Ris, delle squadre specializzare composte da veterinari, biologi e forestali capaci di analizzare i decessi degli animali per stabilirne con certezza le cause e così decidere il da farsi.
"Anche perché, se si leggono i dati, si capisce che la maggior parte dei lupi, incidenti a parte, viene ucciso per bracconaggio, punibile per legge, inaccettabile se si considera gli sforzi fatti nel nostro paese da parte di parchi e aeree protette per la conservazione e perché questo predatore, essenziale per gli equilibri naturali, tornasse a popolare i nostri territori", dice Antonio Nicoletti responsabile Parchi Legambiente.
Sulle tracce dei lupi, con l'aiuto della tecnologia
Negli Anni 70 di lupi in Italia ne erano rimasti un centinaio, ora, semplicemente proteggendoli, sono diventati più di mille sull'appennino, le alpi occidentali, in Lazio e Toscana. Solo nel Parco Nazionale della Majella oggi sono presenti 9-10 branchi per un numero complessivo di 80 individui. Un numero di lupi che, in proporzione al territorio, è ben superiore, per esempio a quello del famoso Parco di Yellowstone.
I lupi della Majella. Il progetto che li salverà
La regione con la maglia nera, hanno stabilito i Ris dei lupi, è la Toscana, 22 animali uccisi nel periodo analizzato, di cui dieci abbattuti con armi da fuoco mentre il Piemonte, al secondo posto, li ha visti morire soprattutto a causa di investimenti (12). Dati che si ricollegano alle paure degli allevatori che l'anno scorso portarono proprio in Maremma a proteste pubbliche e numerosi lupi uccisi. "C'è chi nei mesi ha perso centinaia di pecore e non ha avuto rimborsati i danni", raccontavano gli allevatori. Ma alla fine la parola degli esperti e degli allevatori stessi era stata unica: "il vero problema sono gli ibridi, i cani randagi che attaccano a ogni ora del giorno e della notte, non i lupi chevanno a caccia solo di notte".http://www.repubblica.it/ambiente/2015/12/23/news/lupi_una_squadra_in_stile_ris_per_cercare_di_salvarli-129979675/

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