domenica 11 ottobre 2026

Solo il seme lo sa: la meraviglia tra le piegature di un albo illustrato

 tratto da https://ambientenonsolo.com/solo-il-seme-lo-sa-la-meraviglia-tra-le-piegature-di-un-albo-illustrato/


Solo il seme lo sa: la meraviglia tra le piegature di un albo illustrato

Solo il seme lo sa: la meraviglia tra le piegature di un albo illustrato

Un albo pop‑up poetico è rappresentato da Solo il seme lo sa, Lapis edizioni, 2025. Si tratta di un’opera sorta dall’incontro tra la scrittura lirica di Silvia Vecchini e l’architettura cartotecnica di Agnese Baruzzi. L’albo è composto da 14 pop‑up che si sollevano e trasformano la pagina in paesaggio: attraverso questa tecnica è messo in scena il viaggio di un seme che, trasportato dal vento, cade, tace, sogna e infine germina in forme sempre diverse, può essere quercia, baobab, ciliegio, sequoia.

La struttura tridimensionale non è semplicemente un ornamento, ma è ideata come modalità conoscitiva che porta il lettore ad apprendere attraverso l’esperienza sensoriale, con la possibilità di manipolare la pagina e ottenere situazioni interessanti che invitano a soffermarsi sulla metamorfosi dello spazio narrativo.

Se ci soffermiamo su questo tipo di lettura, possiamo collocare il libro nel campo degli iconotesti dinamici, in cui la narrazione emerge dall’interazione tra parola, immagine e movimento. La tridimensionalità va a rappresentare un linguaggio che richiede una lettura fenomenologica, secondo la quale il significato della pagina non è solo rappresentato, ma si manifesta davanti agli occhi del lettore.

La scelta del seme come protagonista risponde a una logica dai caratteri simbolici che si esprime attraverso una stratificazione:

  • metafora della potenzialità (Aristotele: dynamis)
  • figura dell’origine
  • unità narrativa minima che contiene già la storia futura

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