tratto da https://www.nextville.it/news/64734/il-nino-come-alibi
Aspettare la fine degli eventi estremi per un ritorno alla "normalità" significa non aver compreso la portata della crisi climatica
C'è un modo molto comodo e allo stesso tempo sbagliato di raccontare ciò che sta accadendo per quanto riguarda il clima: attribuire l'aumento di temperatura, le ondate di calore, le siccità e le precipitazioni distruttive a un fenomeno naturale chiamato El Niño. È comodo perché permette di trasformare una crisi strutturale, quella climatica di natura antropica, in una semplice parentesi meteorologica che passerà. In pratica si confonde l'amplificatore, El Niño, con la causa, la crisi climatica, aumentando così la confusione sul clima a tutto vantaggio dei negazionisti. L'El Niño è tornato e si sta rafforzando, come non mai, nel Pacifico equatoriale. L'Organizzazione meteorologica mondiale indica, con una probabilità prossima al 100%, che persista fino al febbraio 2027 e prevede che possa raggiungere un'intensità molto forte entro la fine dell'anno. Le anomalie della temperatura superficiale del mare nella regione Niño 3.4 sono già salite tra circa +2,2 e +2,6 °C rispetto alla media nelle settimane tra fine luglio e metà agosto. Si tratta di numeri che mettono in luce perché la comunità scientifica guarda al futuro prossimo con molta preoccupazione. El Niño infatti modifica la circolazione atmosferica planetaria e aumenta di parecchio le probabilità di ondate di calore, siccità e eventi meteo estremi in molte parti del mondo. https://www.nextville.it/news/64734/il-nino-come-alibi
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