tratto da https://ambientenonsolo.com/pm2-5-dentro-le-polveri-sottili-ci-sono-traffico-agricoltura-e-combustione-domestica-il-nuovo-rapporto-arpae-spiega-perche-laria-resta-un-problema-sanitario/
La criticità maggiore resta però il particolato secondario. Nitrati e ammonio, infatti, non vengono emessi direttamente nell’aria ma si formano attraverso reazioni chimiche tra diversi inquinanti atmosferici. Gli ossidi di azoto provenienti dal traffico, dal riscaldamento e dalle attività industriali reagiscono con l’ammoniaca emessa soprattutto da agricoltura e allevamenti intensivi, generando nuove particelle fini.
I numeri sono significativi. A Bologna il nitrato rappresenta il 25% del PM2.5 totale, mentre a Parma arriva al 26%. Anche ammonio e carbonio organico costituiscono quote rilevanti del particolato.
Questo significa che il problema dell’inquinamento non può essere affrontato agendo su una sola sorgente emissiva. Le polveri sottili sono il risultato di un sistema complesso che coinvolge mobilità, energia, agricoltura e modello urbano.
La stessa Arpae sottolinea che, sebbene il 2025 confermi un generale calo delle concentrazioni rispetto alla media degli anni precedenti, il particolato secondario continua a rappresentare una criticità strutturale.
Il rapporto richiama indirettamente anche i limiti delle sole misure emergenziali sul traffico. Blocchi temporanei della circolazione o restrizioni occasionali possono ridurre parte delle emissioni dirette, ma incidono meno sui meccanismi chimici che generano il PM2.5 secondario. Per ottenere miglioramenti stabili servono interventi sistemici e coordinati: riduzione delle emissioni agricole, elettrificazione della mobilità, riqualificazione energetica degli edifici, superamento delle biomasse più inquinanti e pianificazione urbana meno dipendente dal traffico automobilistico.
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