tratto da https://ambientenonsolo.com/a-piede-libero-perche-il-futuro-delle-citta-passa-dal-marciapiede/
A piede libero: perché il futuro delle città passa dal marciapiede

Nelle città contemporanee la sfida climatica, sociale e sanitaria si gioca sempre più nello spazio urbano. Non solo per la concentrazione di popolazione, traffico ed emissioni, ma per il modo in cui sono organizzati servizi, spazi pubblici e opportunità di vita quotidiana. È in questo quadro che il pedone torna al centro delle politiche urbane, non più come soggetto debole da proteggere, ma come attore chiave della trasformazione urbana.
È il messaggio che emerge dal Policy Brief “A piede libero: la città vista dal marciapiede”, realizzato da Beatrice Alae Valerio Vinco per la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), che analizza in profondità la camminabilità di Roma alla luce del modello della Città dei 15 minuti.
LO studio ha prodotto anche due mappe interattive consultabili: Mappa 1 – Mappa 2
La città dei 15 minuti: prossimità, accessibilità, disponibilità
Il paradigma della Città dei 15 minuti propone una città policentrica, in cui i principali servizi – scuole, negozi, parchi, trasporto pubblico, luoghi di socialità – siano raggiungibili a piedi o in bicicletta in un quarto d’ora. Un modello che riduce la dipendenza dall’automobile, migliora la qualità dell’aria, rafforza la coesione sociale e restituisce valore allo spazio pubblico.
Applicare questo approccio a Roma significa confrontarsi con una città enorme e disomogenea: con i suoi oltre 1.280 km², è il Comune più esteso d’Italia e uno dei più grandi d’Europa. Una dimensione che amplifica le disuguaglianze territoriali e rende evidente quanto l’accesso ai servizi sia tutt’altro che uniforme.
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