tratto da https://ambientenonsolo.com/agricoltura-e-crisi-climatica-dati-tecnologie-e-strategie-per-affrontare-gli-stress-abiotici/
Agricoltura e crisi climatica: dati, tecnologie e strategie per affrontare gli stress abiotici

l cambiamento climatico sta incidendo in modo sempre più evidente sull’agricoltura, con effetti che vanno dalla crescente variabilità delle precipitazioni all’aumento di eventi estremi come siccità, ondate di calore e sbalzi termici. In questo contesto, cresce l’attenzione verso strumenti capaci di supportare le decisioni in campo, integrando dati climatici e informazioni sullo stato delle colture.
Tra queste soluzioni si inserisce Greenhas Sense, sviluppata da Greenhas Group in collaborazione con Pàlada. Si tratta di una piattaforma digitale che combina indici satellitari sullo stato di salute delle colture con dati climatici, anche storici, per restituire indicazioni operative utili alla gestione agronomica. L’obiettivo è migliorare la capacità di prevenire e affrontare gli stress abiotici, supportando tecnici e agricoltori nelle scelte legate alla gestione delle colture e all’ottimizzazione degli interventi.
Ne parliamo nell’intervista a Stefania Rinero, responsabile marketing e comunicazione di Greenhas Group che segue, approfondendo criticità, strumenti e prospettive per un settore sempre più esposto alle sfide ambientali.
Il cambiamento climatico sta mettendo sotto pressione l’agricoltura: quali sono oggi i problemi più critici che avete riscontrato sul campo?
Il cambiamento climatico in agricoltura è percepibile a livello globale e si manifesta in diverse forme, tra cui la concentrazione delle precipitazioni, l’aumento della frequenza di eventi alluvionali e siccitosi, ondate di calore, notti tropicali e ritorni di freddo primaverili. Secondo le stime più recenti, l’Europa perde circa 28,3 miliardi di euro all’anno a causa della crisi climatica.
Un esempio concreto riguarda l’Ungheria, uno dei Paesi coinvolti nella sperimentazione di Greenhas Sense: negli ultimi quattro anni si sono registrate condizioni di siccità anomala nei mesi primaverili-estivi. Nel 2022, questo ha causato danni superiori al miliardo di euro, con una perdita media del 57% nella produzione di mais rispetto all’anno precedente.
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