tratto da https://www.cortexa.it/epbd-infrazione-per-litalia-e-altri-18-stati-membri/?utm_source=MPEST126&utm_medium=DEM&utm_campaign=EPBDINFR
EPBD e procedura di infrazione per l’Italia: i prossimi passi
Con la procedura di infrazione l’Italia e gli altri 18 paesi che non hanno presentato il piano nazionale di ristrutturazione vengono invitati a rispondere entro due mesi alle lettere di costituzione in mora inviate dalla Commissione Europea. In caso di mancata risposta, la Commissione potrà inviare un parere motivato. Il parere motivato è la seconda fase formale della procedura d’infrazione che la Commissione europea avvia contro uno Stato membro quando ritiene che questo abbia violato il diritto dell’Unione. La procedura è disciplinata dall’Articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il parere motivato è un atto formale con cui la Commissione espone in modo dettagliato:
- quale norma del diritto UE è stata violata
- in che modo lo Stato membro è inadempiente
- quali misure deve adottare per conformarsi
- entro quale termine deve farlo (di solito circa 2 mesi)
È quindi una diffida giuridicamente strutturata, che rappresenta l’ultima fase amministrativa prima del contenzioso.
Se lo Stato inadempiente continua a non conformarsi, il caso può essere portato davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Se la Corte accerta l’inadempimento e lo Stato continua a non adeguarsi, possono essere imposte sanzioni finanziarie sulla base dell’Articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
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