venerdì 13 marzo 2026

direttiva sulla prestazione energetica degli edifici, procedura di infrazione, prevede una serie di scadenze che gli Stati Membri devono rispettare. La prima scadenza concreta risaliva al 31 dicembre 2025 e prevedeva la consegna del piano nazionale di ristrutturazione.

 tratto da https://www.cortexa.it/epbd-infrazione-per-litalia-e-altri-18-stati-membri/?utm_source=MPEST126&utm_medium=DEM&utm_campaign=EPBDINFR

EPBD e procedura di infrazione per l’Italia: i prossimi passi

Con la procedura di infrazione l’Italia e gli altri 18 paesi che non hanno presentato il piano nazionale di ristrutturazione vengono invitati a rispondere entro due mesi alle lettere di costituzione in mora inviate dalla Commissione Europea. In caso di mancata risposta, la Commissione potrà inviare un parere motivato. Il parere motivato è la seconda fase formale della procedura d’infrazione che la Commissione europea avvia contro uno Stato membro quando ritiene che questo abbia violato il diritto dell’Unione. La procedura è disciplinata dall’Articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il parere motivato è un atto formale con cui la Commissione espone in modo dettagliato:

  • quale norma del diritto UE è stata violata
  • in che modo lo Stato membro è inadempiente
  • quali misure deve adottare per conformarsi
  • entro quale termine deve farlo (di solito circa 2 mesi)

È quindi una diffida giuridicamente strutturata, che rappresenta l’ultima fase amministrativa prima del contenzioso.

Se lo Stato inadempiente continua a non conformarsi, il caso può essere portato davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Se la Corte accerta l’inadempimento e lo Stato continua a non adeguarsi, possono essere imposte sanzioni finanziarie sulla base dell’Articolo 260 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

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