martedì 10 marzo 2026

Arco di Sant’Andrea crollato: si parla del Tap, ma nessuno avrebbe potuto fermare un fenomeno naturale irreversibile Ferdinando Boero. Naturalista Gli allarmi lanciati dai comitati No Tap erano ingiustificati, come sono stati ingiustificabili i rifiuti dei ristori. Ma tutto questo non c’entra niente con il crollo della falesia

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/07/arco-santandrea-crollato-erosione-costiera-puglia-news/8313263/

dall'articolo di Ferdinando Boero: "Il crollo dell’arco degli innamorati è ora oggetto di strumentalizzazioni ideologiche, come quella apparsa sul Foglio dove la responsabilità dell’evento viene attribuita al movimento No Tap, contrario alla costruzione della Trans Adriatic Pipeline. Ho collaborato con Tap, soprattutto per quel che riguarda i ristori, e sono stato oggetto di scritte sui muri della mia università, dove venivo descritto come “Servo di Tap”. All’epoca ritenevo ragionevole passare dal carbone al gas, in attesa di una transizione completa alle rinnovabili, e avevo potuto verificare come Tap fosse arrivata a ridurre al minimo i suoi impatti, ad esempio scavando un tunnel sotto le praterie di Posidonia invece che la solita trincea, in modo da non danneggiare un sito di importanza comunitaria. E avevo esortato le amministrazioni locali a utilizzare saggiamente i ristori, prima di tutto per risanare il sito archeologico di Roca Vecchia, all’epoca abbandonato all’incuria. Ha ragione il Foglio a dire che l’ottusità delle amministrazioni locali non ha portato a utilizzi virtuosi dei ristori offerti da Tap, anche se una parte di quei fondi è stata utilizzata, ad esempio, per rimuovere la spazzatura marina accumulata sulla costa."

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