domenica 7 febbraio 2016

nucleare Chernobyl e Pripyat, viaggio nelle città fantasma (30 anni dopo)

C’erano circa 50mila abitanti a Pripyat, Ucraina, prima che il 26 aprile 1986 l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, poco distante, costringesse tutti quanti a scappare (il giorno dopo, in sole tre ore) il più lontano possibile dalla città che fino a quel momento era stata vivace e moderna. Cinquantamila persone che, salendo a bordo di numerosi autobus mandati appositamente, si sono lasciate alle spalle la vita di tutti i giorni e sono partite portando con sé solo i documenti e pochi oggetti necessari. L’annuncio del comune parlava di un’evacuazione temporanea ma si raccomandava con i cittadini di chiudere acqua, luce e gas. Nessuno invece ha mai fatto ritorno nella cittadina. Case, ospedali, scuole, strade: tutto è rimasto immobile da allora a raccontare quello che c’era e che non c’è più. Solo il degrado, la rovina e la vegetazione che ingoia tutto rivelano come in realtà siano passati quasi 30 anni. Il fotografo austriaco Roland Verant, 35 anni, è tra i pochi che hanno avuto il coraggio di inoltrarsi nella zona in cui è ancora oggi vietato accedere per l’alto livello di radiazioni, per testimoniare con scatti impressionanti cosa resta oggi di Pripyat e dei dintorni. La prima volta che ha visitato il sito è stato nel 2000, poi è tornato altre sette volte, trascorrendo lì 42 giorni in totale in compagnia di guide esperte. La maggior parte delle foto di questo servizio sono opera sua (Ipa Agency)
http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_luglio_27/disastro-nucleare-chernobyl-pribyat-evacuata-30-anni-dopo-ancora-citta-fantasma-21bec168-3476-11e5-b933-63839669b549.shtml

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