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lunedì 3 agosto 2020

lo strano tabù della frazione organica tra i piani regionali per rifiuti ed energetici alla Pisana

molti emendamenti, in particolare di Gaia Pernarella (M5S) non sono stati accettati e quasi sempre vengono respinti o nemmeno discussi riguardano da una parte la difesa dei territori con la limitazione dei quantitativi nelle rispettive province (o ATO) e della questione della frazione organica. Addirittura qualcuno è arrivato ad affermare che nel piano regionale dei rifiuti non se ne può parlare. Sette anni fa un approfondimento di rainews 24, partendo dall’ex presidente Grasso (all'epoca presidente della direzione nazionale antimafia), agli assessori regionali di Lombardia ed Emilia Romagna, ad un sostituto procuratore lombardo, giungevano tutti, partendo da punti di vista e informazioni diverse, il pericolo che “attraverso pratiche definite ci possa essere lo smaltimento illecito anche di rifiuti speciali e nocivi” (vedere https://pontiniaecologia.blogspot.com/search?q=rai+news+grasso+compost&max-results=20&by-date=true riportato anche di seguito).
Anche oggi Gaia Pernarella, durante la discussione in aula consiliare alla regione sul piano regionale dei rifiuti, ha incalzato l'assessore regionale (che continua ovviamente a non rispondere) se gli impianti di compostaggio, biogas, biometano rientrino o pure no nella normativa e nel controllo del territorio.
La stranezza che ha fatto rilevare la Pernarella è che per alcuni impianti (forse la maggioranza regionale fa differenza tra i vari impianti?) se ne parla e si approvano mozioni ed emendamenti. Quando invece si vuole proteggere il territorio dalla bulimia di impianti e di volumi (di conseguenza di impatto ambientale pesante) e di dare strumenti per la tutela questo non è ammesso. La schizofrenia sugli impianti e sulla finta tutela dei territori è stata evidenziata più volte sia dalla Pernarella che da Cacciatore. E' stato anche inutile far notare, per l'ennesima volta, che il recupero energetico (quindi biogas, biomasse e biometano) è al penultimo posto delle opzioni, quindi la soluzione peggiore dopo la discarica. Così come sono stati ricordati i terribili effetti nell'agricoltura degli scarichi del digestato e compost fuori specifica. Il muro della maggioranza non sente ragioni... si preparano altri disastri agricoli e ambientali?

Grasso parlando della situazione delle eco mafie di Legambiente parlava dei rischi che possono derivare dal compost da una cosa secondaria come il compost si può arrivare ad un disastro ambientale. “i rifiuti tossici e nocivi vengono celati anche nelle aziende agricole dove viene utilizzato il compost.. l’uso di tale sostanza agevola occultamento in seno alla stessa azienda agricola sostanze nocive. Come vigilare? Davide Corbella Procura Busto Arsizio “è necessaria una sinergia tra gli organi di controllo nazionale, le forze dell’ordine dello stato e quelli locali, le polizie locali, l’Arpa. I risultati migliori avvengono quando c’è sinergia tra professionalità investigative e professionalità tecniche. L’esempio che lei citava del compost è un esempio significativo che dimostra come anche attività di per sé nobili, come il compost se è ben fatto consente di riutilizzare rifiuti a fin di bene, per fertilizzare concimare i terreni qualora questo non avviene secondo norme della buona tecnica si rischia di avvelenare i terreni e i cibi di cui ci cibiamo e casi di questo tipo sono stati accertati anche nel nostro territorio. Sabrina Freda assessore ambiente emilia romagna sostanzialmente le attività della criminalità organizzata dei matrice criminale c’è quando l’amministrazione non riesce a controllare tutta la filiera tutto il processo e quando questa mancanza di controllo favorisce le aziende locali verso queste azioni criminali. Noi controlliamo la produzione dei fanghi e il terreno prima e dopo lo smaltimento.  Questo è quanto risulta da apposito documentario 

http://www.rainews24.it/it/video.php?id=27828.

dalla discussione in consiglio regionale del Lazio per approvazione del piano regionale dei rifiuti
Gaia Pernarella M5S "la questione di Colleferro specchietto delle allodole? è un bluff? porre mille domande a chi la questione dei rifiuti l'ha seguita. Dismissione di un inceneritore per produrre CSS e alimentare altri inceneritori? potremmo tornare ad altra impiantistica? sempre inceneritore... la dovete smettere di prendere in giro i cittadini" intanto con i soldi pubblici paghiamo discarica e altri siti per rifiuti.Una tecnologia senza riscontri tecnologici da nessuna parte. Ridimensianate le aspettative su quell'impianto che crea tanto imbarazzo

dopo l'inchiesta campi fumanti, con sequestri di impianti e terreni da Pontinia ad altre parti del Lazio, da parte della DDA di Roma, altri dubbi sulla qualità delle colture... non basta la premiazione con la spiga verde?
Gaia Pernarella: "non solo impianti autorizzati a produzione di compost, anche centri di stoccaggio, cercano di convincere agricoltori che il compost da loro prodotto è di qualità. Riteniamo non ci sia certezza e sicurezza e vorremmo che la regione si prenda la responsabilità, anche con analisi da parte di Arpa. Oggi non siamo assolutamente tranquilli della qualità del compost oggi destinato ai nostri campi.


Gaia Pernarella (M5S) e Cacciatore evidenziano le contraddizioni continue della maggioranza in regione Lazio con gli impianti che trattano l'umido entrano ed escono dal piano regionale dei rifiuti. Quando fa comodo a certi impianti, guarda caso biometano, biogas, biomasse è tutto ammesso e si finanziano... quando si vogliono limitare non se ne può parlare.. L'assessore regionale continua a non rispondere alle domande di Gaia Pernarella se gli impianti di compostaggio, biogas, biometano rientrino o pure no nella normativa e nel controllo del territorio

domenica 15 dicembre 2013

come devastare l'agro pontino e romano con le centrali a biogas: convegno di Nettuno "i rifiuti nel basso Lazio"

Successo di partecipazione con oltre 100 persone (146 registrazioni) sabato al centro Argos di Nettuno al convegno su “rifiuti nel basso Lazio una vicenda che puzza” con il Professore Michele Corti il massimo esperto italiano che sta girando l'ex Bel Paese per metter in guardia contro la peste delle centrali a biogas. Presenti parlamentari, consiglieri regionali, assessori, consiglieri comunali dei vari comuni, cittadini dell'intera pianura pontina, dei Lepini, della provincia di Roma, dei Castelli, di Nettuno, Aprilia. La magistratura in varie parti d'Italia, oltre ad arrestare, indagare la solita deviazione criminale(http://www.ilmattino.it/campania/caserta/centrale_biomasse_pignataro_23_arresti_tra_gli_indagati_cozzolino_e_nappi/notizie/56220.shtml interessa anche una delle società che vorrebbe realizzare la centrale a biomasse di Maenza) è preoccupata che sia nel compostaggio quanto nelle centrali a biogas e biomasse si nasconda il solito, ennesimo smaltimento illecito dei rifiuti(vedere speciale Rai News 24 interventi Piero Grasso, Davide Corbella, Sabrina Freda http://www.rainews24.it/it/video.php?id=27828). La politica è sempre in ritardo di decenni per proteggere e tutelare il territorio, come è il caso dei terreni e delle falde di Borgo Montello il cui inquinamento è noto e certificato dagli anni '80, come la presenza della malavita con l'apertura del tavolo della legalità in ritardo di almeno 8 anni. Nemmeno a farlo apposto la commissione regionale sulla legalità aveva fissato 3 appuntamenti a Borgo Bainsizza e Borgo Montello tutti saltati e rinviati forse a gennaio (speriamo 2014...). Il professor Michele Corti ha elencato tutti i problemi ambientali, economici, agrari, sanitari relativi alle centrali a biogas, quando sono fatti bene (o meglio secondo i requisiti di una legge che ancora non recepisce tutte le problematiche), controllati periodicamente: ossidi di azoto, facilità di formazione di ozono. Anche la favola del biometano è stata smentita: in Germania, dove le centrali a biogas si sono sviluppate prima e meglio che in Italia, solo una centrale su 100 viene utilizzata per produrre metano. Per il resto le emissioni e il risultato delle lavorazioni delle centrali a biogas e biomasse è devastante: si producono polveri sottili ultrafini (vedere effetti sulla salute http://benessere.paginemediche.it/it/240/primo-soccorso/detail_97845_occhio-alle-polveri-sottili-inquinamento-atmosferico-e-danni-alla-salute.aspx?c1=78&c2=5608 ), ossidi di azoto (vedere effetti sulla salute umanahttp://www.arpalazio.net/main/aria/doc/salute/NOX.php) , si facilita la formazione di ozono (vedere danni sulla salutehttp://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/aria/generale_121.asp),diossina (vedere danni sulla salutehttp://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_821_allegato.pdf), idrocarburi aromatici (vedere effetti sulla salute umanahttp://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/idrocarburi-aromatici-policiclici.html) (vedere anchehttp://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/bologna/biomassa_emissioni.pdf ). Si è visto che l'inquinamento da centrali a biogas può causare alzheimer, morbo di Parkinson, autismo. Purtroppo non ci sono filtri in grado di fermare le polveri sottili e gli effetti devastanti sulla salute umana, penetrano anche nel feto provocando la modifica delle cellule. Il professore Michele Corti ha messo a confronto i danni delle emissioni da discarica e inceneritore entrambi messi al bando per i danni all'ambiente e alla salute umana. Poi ha messo a confronto il compostaggio aerobico (impianto poco costoso e semplice, nessuna combustione, compost alta qualità, mantenimento della proprietà organica) con quello anaerobico (produzione energia elettrica, utilizza rifiuti di bassa qualità). Tornando al biogas il Professore Michele Corti ha analizzato il digestato, i fumi molesti, le emissioni e i gli inquinanti che derivano dai mezzi di trasporto. Per le emissioni i composti organici volatili (COV) (vedere effetti sulla salutehttp://www.lamiaaria.it/tutto-su/gli-inquinanti/composti-organici-volatili.aspx ), idrogeno solforato (vedere effetti sulla salute umanahttp://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Bomba_ForestOil/h2s.pdf) . Le contaminazioni del digestato (derivante da impianti a biogas) consistono in metalli pesanti, composti organici persistenti (POC) e microrganismi patogeni. In Finlandia nel digestato sono state ritrovate le contaminazioni da : dibenzo-p-diossine (PCDD/F), l'etere di difenile polibrumato (PBDE) e gli idrocarburi policiclici aromatici (PAH); PCDD/F e PBDE sono più alti nei campioni provenienti da campioni che utilizzano solo fanghi di depurazione. Nei digestati i fenoli rappresentano un rischio per la salute e l'ambiente in relazione alla loro tossicità, per le attività microbiche senza le quali nel terreno non vi sono i principi nutritivi da parte delle piante. In Svezia un campo sperimentale dal 1956 consente di valutare gli effetti nel lungo periodo con i raccolti improduttivi. Rischi microbiologici derivanti dai digestati (delle centrali a biogas) sono elevati avendo riscontrato salmonella sspp., Lysteria monocytogenes, escherichia coli, ma sono stati trovati anche clostridi, shigella (se da fanghi di depurazione). Molti clostridi sopravvivono al processo, alcuni di questi (clostridium septicum e clostridium sordelli) sono causa di infezioni nelle ferite degli animali. Per i patogeni non sporigeni vi è la possibilità di una ricontaminazione del digestato anche dopo la pastorizzazione. Resistono alla digestione anaerobica: spore di clostridi, spore di bacilli, shigella (patogeno umano), mycrobacterium paratubercolis. Nei digestati in Austria i 2/3 sono stati trovati positivi per la presenza di enterobatteriaceae (escherichia, shigella, salmonella) tra quelli che utilizzavano scarti alimentari. Quelli risultati positivi per salmonella.spp utilizzavano grassi o oli alimentari e per il 40% scarti alimentari. Il consorzio Parmigiano Reggiano per timore di diffusione di clostridium tyrobutyricum ha bloccato le biogas nel suo territorio. In Svezia i digestati non possono essere sparsi sui pascoli neppure pastorizzati per timore della zampa nera (gangrena gassosa, carbonchio sintomatico dei ruminanti) causato da clostridium chauvoei. Un fungo patogeno della patata (synchytrium endobioticum) è in grado di resistere con i suoi sporangi inevernali alla digestione anaerobica termofila e alla pastorizzazione. In Lombardia esistono 380 centrali a biogas che con una potenza di 300 MW con emissioni NOx (ossidi di azoto) (tonnellate anno) pari a 4.000, mentre la turbogas di Mantova della potenza di 800 MW ne emette 1.000. Quindi a parità di potenza le centrali a biogas hanno emissioni di ossidi di azoto dieci volte superiori rispetto alla centrale a turbogas. Mettendo a confronto le varie emissioni per energia prodotta le polveri totali sospese mg/GJ con “motore a gas naturale” sono pari a 760, motore a biogas 2.630, centrale a legna 7.940, per le PM10 mg/GJ con “motore a gas naturale” sono pari a 189, motore a biogas 451, centrale a legna 1.944, le PM 2,5 mg/GJ con “motore a gas naturale” sono pari a 161, motore a biogas 206, centrale a legna 1.226. Per il diossido di azoto NO2 le centrali a biogas emettono 450 mg/Nm3, l'inceneritore di grossa taglia 200 mg/Nm3, le centrali termoelettriche a metano 40 mg/Nm3. Tra gli inquinanti atmosferici emessi da combustione sono: metalli pesanti (per la salute) cancerogeni (polmone, vescica, rene, pelle), danni ai sistemi nervosi, immunitario, pelle, (per l'ambiente) si accumulano nel terreno, forme solubili in acqua. PCDD e PCDF (per la salute) interferenti endocrini, danni fertilità, sistema immunitario, possibili cancerogeni (stomaco, linfomi, sarcomi), (per l'ambiente) si accumulano nelle catene alimentari. Formaldeide (per la salute) irritante sospetto cancerogeno, (per l'ambiente) formazione ozono. COV(per la salute) benzene cancerogeno, danni alla memoria, fegato, reni, sistema nervosi, respiratorio (per l'ambiente) formazione ozono. Acidi (Hcl, HF) (per la salute) irritanti pelle e vie respiratorie, (per l'ambiente) danni agricoli e forestali da acidificazione. IPA (per la salute) probabile cancerogeni, danni fertilità e polmoni (per l'ambiente) si accumulano nel terreno e nei sedimenti. NO2 (per la salute) irritante, (per l'ambiente) formazione ozono, polveri secondarie, acidificazione

domenica 8 dicembre 2013

Nettuno rifiuti nel Basso Lazio, sulla pianura pontina adesso arriva l'incubo inquinamento da biogas: speculazione con la complicità della politica


Successo di partecipazione con oltre 100 persone ieri al centro Argos di Nettuno al convegno su “rifiuti nel basso Lazio una vicenda che puzza” con il Professore Michele Corti il massimo esperto italiano che sta girando l'ex Bel Paese per metter in guardia contro la peste delle centrali a biogas. Presenti parlamentari, consiglieri regionali, assessori, consiglieri comunali dei vari comuni, cittadini dell'intera pianura pontina, dei Lepini, della provincia di Roma, dei Castelli, di Nettuno, Aprilia. La magistratura in varie parti d'Italia, oltre ad arrestare, indagare la solita deviazione criminale (http://www.ilmattino.it/campania/caserta/centrale_biomasse_pignataro_23_arresti_tra_gli_indagati_cozzolino_e_nappi/notizie/56220.shtml interessa anche una delle società che vorrebbe realizzare la centrale a biomasse di Maenza) è preoccupata che sia nel compostaggio quanto nelle centrali a biogas e biomasse si nasconda il solito, ennesimo smaltimento illecito dei rifiuti (vedere speciale Rai News 24 interventi Piero Grasso, Davide Corbella, Sabrina Freda http://www.rainews24.it/it/video.php?id=27828). La politica è sempre in ritardo di decenni per proteggere e tutelare il territorio, come è il caso dei terreni e delle falde di Borgo Montello il cui inquinamento è noto e certificato da decenni, come la presenza della malavita con l'apertura del tavolo della legalità in ritardo di almeno 8 anni. Il professor Michele Corti ha elencato tutti i problemi ambientali, economici, agrari, sanitari relativi alle centrali a biogas, quando sono fatti bene, controllati periodicamente: ossidi di azoto, facilità di formazione di ozono. Anche la favola del biometano è stata smentita: in Germania, dove le centrali a biogas si sono sviluppate prima e meglio che in Italia, solo una centrale su 100 viene utilizzata per produrre metano. Per il resto le emissioni e il risultato delle lavorazioni delle centrali a biogas e biomasse è devastante: si producono polveri sottili ultrafini (vedere effetti sulla salute http://benessere.paginemediche.it/it/240/primo-soccorso/detail_97845_occhio-alle-polveri-sottili-inquinamento-atmosferico-e-danni-alla-salute.aspx?c1=78&c2=5608 ), ossidi di azoto (vedere effetti sulla salute umana http://www.arpalazio.net/main/aria/doc/salute/NOX.php) , si facilita la formazione di ozono (vedere danni sulla salute http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/aria/generale_121.asp), diossina (vedere danni sulla salutehttp://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_821_allegato.pdf), idrocarburi aromatici (vedere effetti sulla salute umana http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/idrocarburi-aromatici-policiclici.html) (vedere anche http://www.arpa.emr.it/cms3/documenti/bologna/biomassa_emissioni.pdf ). Si è visto che l'inquinamento da centrali a biogas può causare alzheimer, morbo di Parkinson, autismo. Purtroppo non ci sono filtri in grado di fermare le polveri sottili e gli effetti devastanti sulla salute umana, penetrano anche nel feto provocando la modifica delle cellule. Il professore Michele Corti ha messo a confronto i danni delle emissioni da discarica e inceneritore entrambi messi al bando per i danni all'ambiente e alla salute umana. Poi ha messo a confronto il compostaggio aerobico (impianto poco costoso e semplice, nessuna combustione, compost alta qualità, mantenimento della proprietà organica) con quello anaerobico (produzione energia elettrica, utilizza rifiuti di bassa qualità). Tornando al biogas il Professore Michele Corti ha analizzato il digestato, i fumi molesti, le emissioni e i gli inquinanti che derivano dai mezzi di trasporto. Per le emissioni i composti organici volatili (COV) (vedere effetti sulla salute http://www.lamiaaria.it/tutto-su/gli-inquinanti/composti-organici-volatili.aspx ), idrogeno solforato (vedere effetti sulla salute umana http://www.csun.edu/~dorsogna/nodrill/Bomba_ForestOil/h2s.pdf