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La carta della partecipazione pubblica: un pilastro per decisioni migliori, più giuste e più condivise

In una fase storica segnata da crisi ambientali, trasformazioni urbane rapide e una crescente distanza tra istituzioni e cittadini, la Carta della partecipazione pubblica promossa da AIP2 Italia (Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica) rappresenta uno dei contributi più solidi e lungimiranti oggi disponibili nel panorama italiano della governance democratica.
Non si tratta di un documento astratto o meramente valoriale, ma di una cornice chiara, strutturata e operativa, che definisce principi, diritti e responsabilità per rendere la partecipazione un elemento strutturale dei processi decisionali pubblici, e non una pratica occasionale o strumentale.
Partecipazione come diritto democratico, non come concessione
Uno dei punti di forza della Carta è l’affermazione netta della partecipazione come diritto, e non come favore concesso dall’amministrazione di turno. Le decisioni pubbliche che incidono su ambiente, territorio, salute, infrastrutture e qualità della vita devono poter contare su processi aperti, informati e inclusivi, in cui cittadini e portatori di interesse siano messi nelle condizioni di contribuire in modo reale.
La Carta chiarisce che la partecipazione efficace:
- deve essere attivata nelle fasi iniziali dei processi decisionali, quando le scelte sono ancora aperte;
- non può limitarsi alla comunicazione a decisioni già prese;
- richiede tempi, strumenti e risorse adeguate;
- implica un impegno esplicito a dare conto di come i contributi raccolti vengono utilizzati.
È un cambio di paradigma fondamentale, che sposta il baricentro dalla gestione del consenso alla costruzione condivisa delle decisioni.
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