tratto da https://ambientenonsolo.com/la-crisi-climatica-e-ancora-nel-vaso-di-pandora/
La crisi climatica è ancora nel vaso di Pandora

di Mario Cirillo (altri suoi articoli per Ambientenonsolo)
Se anche le concentrazioni di CO2 in atmosfera rimanessero ai valori attuali, gli effetti della crisi climatica si espanderebbero per decenni, secoli e millenni. Peggio, le concentrazioni di CO2 aumentano a causa delle crescenti emissioni antropiche. Solo le nuove generazioni, più consapevoli del problema climatico, hanno qualche chance di raddrizzare le cose. Chi si occupa di clima deve allearsi con esse e comunicare con l’opinione pubblica e i decisori senza reticenze od omissioni, nonostante censure ed intralci.
La concentrazione in atmosfera di CO2 ha da qualche anno superato le 420 ppm (parti per milione). Mai così alta sul nostro pianeta da 14 milioni di anni. Cosa significa per la Terra? La CO2 è uno dei gas serra, i quali assorbono ed emettono radiazioni infrarosse col risultato di trattenere calore emesso dal nostro pianeta; tra questi il vapore acqueo è il più importante: in condizioni di equilibrio contribuisce per circa il 50% all’effetto serra. Ma cosa vuol dire condizioni di equilibrio? Che la Terra riceve dal Sole tanta energia, quanto è il calore che emette sotto forma di radiazioni infrarosse che si disperde nello spazio. I gas serra, questa “coperta del pianeta”, hanno impedito per millenni che buona parte del calore emesso si disperdesse nello spazio, mantenendo temperature ideali per lo sviluppo delle civiltà: senza di essi la Terra sarebbe un’enorme palla di ghiaccio. Dall’inizio della rivoluzione industriale l’aumento dei gas serra in atmosfera ha creato una situazione di disequilibrio. Più gas serra significa più calore che viene trattenuto: troppe coperte attorno al pianeta! L’energia che si disperde nello spazio non basta a smaltire tutta l’energia solare in arrivo, la Terra si scalda. Come tutti i corpi scaldandosi emette più calore, e continuerà a scaldarsi fino a quando il calore che si disperde nello spazio bilancerà l’energia proveniente dal Sole: un nuovo equilibrio, ma con temperature più alte.
Lo studio del clima del passato (paleoclima) ci dice che da 14 milioni di anni, epoca in cui la concentrazione di CO2 era paragonabile a quella attuale, il clima ha subito profondi mutamenti. L’homo sapiens compare due-trecentomila anni fa, dunque non ha alcun ruolo nei mutamenti precedenti, come sottolinea chi nega che sia l’uomo la causa dell’attuale cambiamento climatico. Provo a chiarire la faccenda.
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