tratto da https://regionelazio.app.box.com/v/VIA-153-2021/file/2213431617453
progetto di “realizzazione di un impianto
per il recupero della frazione organica dei rifiuti e dei liquami bufalini, con produzione
di biometano” in località Mesa in Via Appia, km 86,150 nel Comune di Pontinia (LT).
Proponente: Pan-Eco Iberica – Energias Renovaveis L.d.a.
Registro elenco progetti n. 153/2021
Aggiornamento della relazione tecnica ai sensi dell’art. 4, c.1, lett. a) del Regolamento
25/11/2021 n. 21 della Regione Lazio, nell’ambito della procedura di V.I.A.
durante la fase di realizzazione dell’opera, e nella fase di scavo, il proponente dovrà considerare opportune misure di prevenzione e mitigazione nel caso di interferenza con la falda sotterranea; • la superficie delle aree pavimentate interessate dalle movimentazioni, dal ricevimento, dallo stoccaggio provvisorio, dal trattamento, dalle attrezzature e dalle soste operative dei mezzi operanti a qualsiasi titolo sulle materie prime, dovrà essere tenuta in buono stato di manutenzione, priva di crepe, fessurazioni, buche, etc., al fine di garantire nel tempo l’impermeabilità o l’integrità delle relative superfici ed evitare infiltrazioni nel suolo e sottosuolo di sostanze che potrebbero compromettere la qualità delle acque sotterranee, in particolar modo per quanto riguarda le aree adibite a stoccaggio, lavorazione e confezionamento dei prodotti; • i mezzi meccanici quali gru, autogru e sollevatori, utilizzati nelle fasi di realizzazione delle nuove infrastrutture, eventuali serbatoi impiegati per lo stoccaggio del combustile o altri mezzi potenzialmente inquinanti dovranno prevedere opportuni sistemi di contenimento di eventuali sversamenti accidentali (es. kit anti-inquinamento), che saranno presenti direttamente in situ o a bordo dei mezzi; • per quanto riguarda la proposta di monitoraggio contenuta all’interno dell’elaborato “SIAPiano di Monitoraggio ambientale rev.2 (06/11/2023)” per la componente acqua superficiale si ritiene necessario che il Proponente integri quanto di seguito riportato. Dovranno eseguirsi nella fase ante operam, in particolare prima della fase di cantiere, e in fase post operam (almeno per i primi due anni) campionamenti con cadenza semestrale in due punti nel corpo idrico Canale Linea Pio 1 di cui uno a monte dell’impianto e comunque prima della confluenza con il “Fosso stradale parallelo a strada Migliara 52 sx”, ed uno a valle dell’impianto e comunque a valle della confluenza con il “Fosso stradale parallelo a strada Migliara 52 sx”. In merito al fattore ambientale suolo e sottosuolo: • Prima della realizzazione dell’impianto si rende necessario procedere con la determinazione delle caratteristiche geotecniche e sismiche dei terreni di fondazione e alla verifica del sussistere delle condizioni di liquefazione del sito;
• per i materiali scaturenti dalle operazioni di scavo si dovrà tener conto delle disposizioni e delle procedure previste dal D.P.R. 120 del 13/06/2017, concernenti il piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo; • per i volumi di terre e rocce da scavo non utilizzati in sito, si dovrà privilegiare l’avvio ad idonei impianti di recupero e solo qualora non economicamente e tecnicamente possibile prevedere l’avvio a discarica; • qualora la caratterizzazione delle terre e rocce da scavo eseguita evidenzi superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per rispettiva destinazione d’uso, il Proponente dovrà procedere in accordo con quanto stabilito dalla normativa di settore vigente e darne tempestiva comunicazione all’Autorità competente in materia; • verificare la possibilità di eseguire delle indagini per la ricerca di eventuali sottoservizi prima dell’inizio delle attività di scavo; • Per il riutilizzo dei rifiuti inerti prodotti dalle attività di demolizione dovrà essere tenuto conto di quanto indicato nelle linee guida per la gestione della filiera di riciclaggio, recupero e smaltimento di rifiuti inerti della Regione Lazio; • i mezzi d’opera ed eventuali serbatoi utilizzati per lo stoccaggio del combustibile o altre sostanze dovranno prevedere opportuni sistemi di contenimento di eventuali sversamenti accidentali, i serbatoi inoltre dovranno essere localizzati in zone distanti da punti di deflusso delle acque meteoriche. • mantenere in adeguato stato di conservazione la pavimentazione dell’impianto e lo stato di tenuta delle vasche di conferimento, effettuando dei controlli periodici sugli stessi; • il deposito temporaneo dei rifiuti dovrà essere organizzato e gestito in conformità a quanto previsto dalla Parte IV del D.Lgs. n. 152/2006. In merito al fattore ambientale emissioni in atmosfera e qualità dell’aria, per la fase di cantiere: • dovrà essere effettuata una costante e periodica bagnatura o pulizia delle strade utilizzate, pavimentate e non; • dovranno essere pulite le ruote dei veicoli in uscita dall’impianto e dalle aree di approvvigionamento e conferimento materiali, prima che i mezzi impegnino la viabilità ordinaria; • dovranno essere coperti con teloni i materiali polverulenti trasportati
dovrà essere attuata idonea limitazione della velocità dei mezzi (tipicamente 20 km/h); • dovranno essere bagnati periodicamente o coperti con teli (nei periodi di inattività e durante le giornate con vento intenso) i cumuli di materiale polverulento stoccato; • il monitoraggio in fase di cantiere dovrà consentire il confronto con i valori limite previsti dal D. Lgs. n.155/2010, onde attuare eventuali interventi di mitigazione immediati e calibrati, quali ad esempio la realizzazione di barriere protettive di altezza idonea intorno ai cumuli e/o alle aree di cantiere posti nella direzione dei recettori; • dovrà essere previsto lo spegnimento di mezzi e macchine operatrici durante le fasi di non utilizzo. • utilizzare veicoli di servizio omologati, con emissioni rispettose delle normative europee vigenti, e garantirne la loro manutenzione. Per la fase di esercizio: • svolgere le attività riducendo al minimo il rischio di emissioni odorigene; • utilizzare veicoli di servizio omologati, con emissioni rispettose delle normative europee vigenti, e garantirne la loro manutenzione. Per quanto riguarda il monitoraggio ambientale proposto per le Polveri, si prende atto di quanto dettagliato nell’Allegato 2.2.5 – Piano di Monitoraggio Ambientale, che consiste nell’esecuzione di campagne di misura di durata bisettimanale per PM10 e PM2,5 nella fase ante-operam e nella fase di costruzione (corso d’opera). Per quanto riguarda il monitoraggio dell’impatto odorigeno in fase di esercizio si rimanda all’attuazione del protocollo suggerito da questa Agenzia in ambito AIA. In merito all’agente fisico rumore: • Prima dell’inizio dei lavori di realizzazione del progetto si suggerisce di considerare la presentazione di un’istanza di autorizzazione in deroga ai sensi dell’art.17 della L.R. n.18/2001 al comune territorialmente competente; • Vengano eseguiti rilievi fonometrici nelle fasi a maggior impatto acustico previste dal cronoprogramma dei lavori e successivamente in esercizio, a verifica di quanto stimato in via previsionale, almeno presso il recettore R47;
Ogni misurazione effettuata venga arrotondata a 0,5 dB e accompagnata dall’incertezza di misura con la relativa regola decisionale applicata, ai sensi della norma di “buona tecnica” UNI TR 11326-1:2009 e norma UNI TS 11326-2:2015, ai fini del confronto con i valori limite normativi; • Venga ottimizzato il numero dei mezzi di cantiere e le macchine operatrici in funzione siano sempre omogeneamente distribuite all’interno dell’area dei lavori; • Siano disattivati i mezzi/macchinari nei momenti di non utilizzo; • Sia prevista una velocità massima di transito di 20 km/h per i mezzi pesanti impiegati da e per l’area di impianto, sia in corso d’opera che in esercizio; • Sia previsto l’esclusivo utilizzo di macchinari e apparecchiature certificate CE in conformità ai livelli di emissione acustica contemplati, macchina per macchina, dalla normativa vigente per le macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto. Quanto sopra ai fini delle valutazioni di codesta Autorità competente.





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