lunedì 27 aprile 2026

Investimenti nelle armi nucleari in aumento: 301 società finanziarie coinvolte, anche banche italiane di Redazione Economia. Il report "Don't Bank on the Bomb", promosso da Ican e Pax. Dal 2021 è la prima volta che i numeri tornano a salire: "Strategia che contribuisce a una pericolosa escalation"

 tratto da https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/27/investimenti-armi-nucleari-unicredit-italia-notizie/8367956/

dall'articolo: "Mentre crescono le tensioni globali e si raggiungono livelli record di spesa militare, sempre più istituzioni finanziarie investono nei produttori di armi nucleari. Dopo il segnale positivo di un calo costante a partire dal 2021, è la prima volta che i numeri tornano a salire con 301 società che in tutto il mondo puntano su questo settore (+15% sull’anno precedente). L’allarme viene lanciato nel report “Don’t Bank on the Bomb“, pubblicato ogni anno dal 2014 e promosso da Ican e Pax con il titolo “Investing in the Arms Race”.
“Per la prima volta da anni, il numero di investitori che cercano di trarre profitto da una corsa agli armamenti è in aumento: si tratta di una strategia a breve termine e rischiosa, che contribuisce a una pericolosa escalation”, ha dichiarato Susi Snyder, Direttrice dei Programmi di Ican. I capofila del riarmo sono gli Stati europei, spinti dal timore della guerra in Ucraina e dal progressivo disimpegno degli Stati Uniti nella sicurezza del continente. Per questo molti governi hanno intensificato la pressione sugli investitori perché vengano superate le restrizioni etiche sugli investimenti nel settore militare. Su questa linea, i maggiori investitori globali sono colossi come Vanguard, BlackRock e Capital Group per quanto riguarda azioni e obbligazioni. Sul fronte dei prestiti, invece, dominano Bank of America, JPMorgan, Chase e Citigroup."

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